La Francia verso il divieto di portare il velo integrale

Il burqa offende i valori nazionali della Francia. E’ questa, riassunta in poche parole, la conclusione di una commissione parlamentare ad hoc, creata quindi appositamente per studiare il problema. La Francia quindi si prepara, se passerà questa teoria, a studiare una proposta di legge che vieti di portare negli spazi pubblici il niqab o il burqa.

La questione è decisamente complessa in quanto gli indumenti in questione rappresentano,perlomeno teoricamente, una libertà di opinione ed impedire quest’ultima in uno spazio pubblico potrebbe sollevare furiose polemiche e dubbi anche al di fuori del territorio transalpino. In specifico, sulla vicenda potrebbe pronunciarsi la commissione europea, dato che la libertà d’opinione  rientra a pieno titolo  nella categoria “diritti umani”.

In ogni caso la commissione parlamentare si è limitata a fornire alcuni suggerimenti su come indirizzare un’eventuale proposta di legge: una “disposizione che vieti di dissimulare il proprio viso nei servizi pubblici” potrebbe comunque essere presa in considerazione, in quanto, non si rivolgerebbe solamente alle donne di fede islamica, ma sostanzialmente vieterebbe a chiunque di  coprirsi il volto durante lo svoglimento di un servizio pubblico, o altresì, durante il suo usufrutto. Lo stesso discorso varrebbe  per chi si dovesse  trovare  in prossimità di scuole, luoghi frequentati da bambini quindi; tali suggerimenti sembrano finalizzati più alla salvaguardia della sicurezza  che alla difesa dei valori nazionali.

In Francia la polemica dura da almeno sei mesi, ma non è l’unico paese coinvolto. Pochi mesi fa in Italia, la Lega aveva presentato un provvedimento, integrando una legge del 1975, che vieterebbe l’utilizzo di “qualsiasi mezzo che non renda visibile l’intero volto, in luogo pubblico o aperto al pubblico, inclusi gli indumenti indossati in ragione della propria affiliazione religiosa“, adducendo motivi di sicurezza pubblica. Mentre però in Francia la sanzione per il mancato rispetto di tale norma, se mai entrerà in vigore, è dovrebbe essere,così come suggerito, il “rifiuto della fornitura del servizio” (una donna col burqua non potrebbe salire sul bus), in Italia, la Lega ha proposto la pena dell’arresto da uno a due anni. Forse, un po’ esagerata, in quanto sforando nel codice penale, sembra essere intrisa di pregiudizio, eguagliando una persona col volto coperto ad un criminale, o comunque presumendo che il fatto che si copra il viso indichi che lo sia.

A.S.