Milano: è morto l’oncologo Gianni Ravasi

Domenica 24 gennaio il professor Gianni Ravasi, Presidente della sezione provinciale di Milano della Lega Italiana Lotta contro i Tumori e vicepresidente nazionale della medesima associazione, è mancato.Laureatosi in Medicina e Chirurgia nel 1955, ha avuto una carriera medica molto prestigiosa. Nel 1975 Gianni Ravasi è stato nominato Direttore della Divisione Chirurgica Toracica dell’Istituto Tumori di Milano. Oltre all’impegno intrapreso con la Lilt nel 1980, il noto oncologo nel 1997 è diventato responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Toracica dell’Istituto Clinico Humanitas sempre nelle città meneghina.Importantissimo il suo apporto per la Lilt, diventata un vero riferimento per tutta la popolazione lombarda. Nel campo dell’assistenza, la sua attenzione si è sempre molto concentrata sul paziente, sulla qualità della sua vita e sul risvolto psicologico, soprattutto nella fase terminale della malattia.

Queste le parole espresse in una nota della sua associazione.
“Gianni Ravasi ha lavorato sulla strada già tracciata dai suoi predecessori cercando di ampliare sempre più, con la preziosa collaborazione dei personale organizzativo della Lega contro i Tumori e dei volontari, l’attività di informazione e sensibilizzazione nei confronti della popolazione alla luce dei grandi progressi che la scienza oncologica ha continuato a compiere nel corso degli anni.
Attraverso il suo programma ha potenziato tutte le attività della Lega contro i Tumori agendo nel campo della prevenzione e della diagnosi precoce, con l’ampliamento delle campagne di informazione sanitaria, e poi con un impegno costante nel promuovere l’identificazione del ruolo e dell’immagine dell’Associazione portandola a diventare un vero punto di riferimento per la popolazione di Milano e provincia.
Infine, nel campo dell’assistenza il prof. Ravasi ha concentrato l’attenzione sulla qualità di vita del paziente potenziando e qualificando l’assistenza sia sul piano delle condizioni materiali sia su quello psicologico, con una particolare attenzione in favore dei malati in fase terminale e dei malati itineranti, puntando ad una più radicale professionalità del volontariato. Trent’anni di presidenza del professor Ravasi hanno tracciato un segno profondo in quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di condividerne gli ideali”.

Valeria Panzeri