Napoli: fermato con 77 ovuli di cocaina nella pancia

Un'immagine della Tac che ha permesso l'individuazione della cocaina nell'intestino del trafficante

A insospettirli è stato il suo atteggiamento vagamente insolente e quelle risposte fornite in modo confuso e contradditorio. I finanzieri in servizio all’aeroporto di Capodichino a Napoli hanno, per questo, deciso di approfondire i controlli sul 29enne nigeriano con permesso di soggiorno spagnolo.

 All’interno del suo zaino, hanno trovato una Bibbia, una pallina antistess e qualche indumento, ma quando il giovane ha improvvisamente addentato una mela, gli uomini delle forze dell’ordine hanno prontamente disposto il suo trasferimento all’ospedale “San Giovanni Bosco”, per procedere con gli accertamenti. I primi esami radiografici non hanno evidenziato la presenza di corpi estranei nell’intestino, ma la successiva Tac, pretesa dai finanzieri che hanno scortato l’uomo in ospedale, ha confermato i loro sospetti.

Il giovane nigeriano aveva, infatti, ingerito 77 ovuli con 13 grammi di cocaina ciascuno, per un peso complessivo di un chilogrammo. A impedire la loro individuazione ai raggi X sarebbe stata la pellicola schermante con la quale le capsule erano state rivestite. O forse, il giovane aveva precedentemente ingerito un liquido che avrebbe ostacolato gli strumenti radiografici nel rilevamneto della droga presente nel suo intestino.

Secondo quanto riferito dai finanzieri, la rottura di un solo ovulo avrebbe potuto causare la morte per overdose del narcotrafficante; un rischio a cui il giovane aveva deciso di esporsi, forte della possibilità di portare a buon esito un affare da centinaia di migliaia di euro. Il nigeriano, che è stato condotto nel carcere di Poggioreale, è stato arrestato con l’accusa di traffico internazionale di stupefacenti.

Maria Saporito