Nicholas Sarkozy: con i clandestini non farò come l’Italia

Nicholas Sarkozy

Nicholas Sarkozy è prossimo a ricevere una sorta di pagella di metà mandato. Questa pagella non è altro che il risultato delle prossime elezioni regionali che si terranno in marzo. I sondaggi dicono che il presidente francese ha operato in maniera non soddisfacente per il 55 % dei francesi, mentre il 42 % è contento dell’operato del proprio premier. E allora quale miglior occasione del telegiornale delle ore 20 sulla principale rete televisiva francese TF1 per cercare di convincere i propri connazionali che il proprio operato sia stato fino ad ora brillante. Un po’ come se Silvio Berlusconi si presentasse al TG1 delle 20.

Sarkozy risponde alle domande di undici francesi. La discussione va dalla crisi economica, all’Afghanistan fino al problema degli sbarchi clandestini sulle coste francesi. Iniziamo dai primi due argomenti. Per quanto concerne le manovre anticrisi Sarkò asserisce che soltanto la Germania di Angela Merkel ha ottenuto risultati migliori nel mettere freno alla crisi globale. Insomma il presidente di promuove. Si passa poi all’Afghanistan e il marito di Carla Bruni afferma di non voler mandare altri soldati in quella terra. D’altra parte è però pronto a lasciar partire personale “per inquadrare la polizia, per realizzare lavori di genio civile, per aiutare la popolazione, per aiutare l’afghanizzazionè”, ma niente soldati combattenti. Insomma: aumentare l’impegno civile ma non quello bellico.

Quando poi si passa a parlare degli sbarchi clandestini l’inquilino dell’Eliseo asserisce: “Non lascerò la Francia disarmata di fronte al fenomeno degli sbarchi di clandestini sulle nostre spiagge come è accaduto in Italia”. E ancora: “Se non facciamo così, le organizzazioni criminali del mondo intero arriveranno alla conclusione che si può fare sbarcare tutta la povera gente sulla spiagge francesi”. In altre parole Sarkozy accetterà i rifugiati politici ma tutti gli altri migranti saranno rispediti a casa propria.

Nel difendere il proprio operato Sarkozy finisce per dissociarsi dalla politica del governo italiano, denunciando i limiti della strategia del Belpaese nell’affrontare la questione dell’immigrazione clandestina.

I fatti di Rosarno hanno non solo sollevato tutta una serie di questioni di primaria importanza nel Paese ma ci hanno anche portato una pessima pubblicità all’estero. Non solo gli italiani si sono accorti dell’assenza dello Stato in alcune zone del Paese, se ne è accorto anche Sarkozy e non si è fatto problemi a sottolinearlo

Valeria Panzeri