Papa Giovanni Paolo II si flagellava e pensava a dimettersi

Regolari flagellazioni per sentire sulla sua pelle le sofferenze di Cristo, era la pratica che papa Wojtyla ha perseguito negli ultimi anni di vita, già segnati da quella terribile malattia che è il morbo di Parkinson. Lo si apprende dal libro scritto da monsignor Slawomir Oder, intitolato “Perchè è santo”, presentato oggi alla stampa e già disponibile in libreria.

Monsignor Oder è il postulatore della causa di beatificazione di Giovanni Paolo II, è cioè stato incaricato dal Vaticano del processo canonico che dovrebbe portare alla santificazione il pontefice polacco. Il libro rivela che le flagellazioni se le imponeva anche quando era sano, da Oder sono state indicate come fonti persone dell’entourage papale. Nel suo armadio c’era una particolare cintura per i pantaloni, che si faceva portare anche a Castel Gandolfo. Prima di diventare papa, Wojtyla è stato vescovo a Cravovia: in quel periodo, alcune volte, passava la notte coricato a terra per praticare l’ascetismo e la privazione.

Papa Giovanni Paolo II pensò anche a dare le dimissioni e ne discusse con l’attuale pontefice Joseph Ratzinger. Oder rivela che il Papa era prossimo ai 75 anni, il peggioramento delle sue condizioni di salute lo fece riflettere sulla possibilità di lasciare l’incarico, ma poi, come tutti sappiamo, non se ne fece più nulla e adempì fino alla fine dei suoi giorni all’oneroso compito di guidare la Chiesa cattolica.

M. S.