Puglia: Fitto non ha voluto la Poli Bortone o la Poli Bortone non ha voluto Fitto?

Le dichiarazioni dei politici, non sempre riescono a fornire informazioni convergenti, anzi molto spesso si tratta di dichirazioni tra di loro agli antipodi. Il risultato è una continua e vana ricerca da parte del lettore di ciò che sembrerebbe (ma solo sembrerebbe) essere la verità.

Lo scontro tra l’ex governatore della regione Puglia e attuale ministro per gli affari regionali, Raffaele Fitto e la candidata del cosiddetto Terzo Polo (Io sud e UdC) alle imminenti elezioni regionali pugliesi, la leccese Adriana Poli Bortone, sembrerebbe essere un classico esempio di questa strana consuetudine.

L’ex sindaco di Lecce ha infatti dichiarato che “è stata bruciata sei minuti prima della chiusura dei seggi delle primarie del Pd, la possibile alleanza col centrodestra, che dialogava da oltre tre mesi per una convergenza maggiore. Così ha voluto qualcuno”. Questo qualcuno sarebbe proprio Fitto, “l’ispiratore” di una lettera sottoscritta dai parlamentari pugliesi Saccomanno, Amoruso, Lisi e Pepe, con la quale è stato dato il via libera alla candidatura del salentino Rocco Palese, definendo “illogica” ogni possibile candidatura della stessa Poli Bortone.

Diverso è invece l’atteggiamento in merito a questa vicenda del ministro Fitto, il quale intervistato ieri dal Tg1 ha dichiarato “non è che dovessimo ancora aspettare un attimo,
abbiamo aspettato diversi mesi per trovare un accordo e ieri c’era ancora la disponibilità da parte di tutti a fare un passo indietro, ma questa disponibilità è venuta meno proprio dalla Poli Bortone”.

Dove sta la verità: dalla parte della Poli Bortone che afferma che tutto sia naufragato “sei minuti prima della fine delle primarie” per colpa di “qualcuno” o dalla parte di Fitto che afferma che la disponibilià sia venuta meno proprio da parte della Poli Bortone”?

Oppure tutti e due i politici salentini dicono la verità? Certo se si volesse comprendere quest’enigma con le categorie del fair play politico, ben poche sarebbero conclusioni. Ma se invece si guardasse alle due dichiarazioni tenendo in considerazione le strategie della Poli e di Fitto, allora si potrebbe dire che entrambi le (apparenti) antitetiche dichiarazioni siano l’ultimo atto di una partita a scacchi tutta strategica che ieri ha dato i suoi verdetti finali, in una manciata di minuti dopo le “tele” dei mesi scorsi.

Un’ennesima puntata dello scontro, tutto salentino, tra la Poli (ex PdL) e il locale PdL che ha in Fitto il suo rappresentante più illustre.