Tech, Film – James Cameron batte se stesso grazie ad Avatar!

Il record che tutti pensavamo imbattibile è caduto, dopo 12 anni di dominio incontrastato. Avatar ha affondato Titanic. James Cameron ha battuto James Cameron. In meno di 40 giorni il kolossal della Fox è entrato ufficialmente nella storia del box office mondiale, diventando l’incasso più alto di tutti i tempi, inflazione esclusa.

Sono così crollati i 1,842.9 dollari che dal 1997 troneggiavano sulla prua del Titanic. Se all’epoca il film di Cameron ci mise oltre 40 settimane per riuscire a raggiungere tale folle cifra, Avatar ne ha impiegate meno di 6, con il tetto dei 2 miliardi che verrà sicuramente abbattuto, sognando quello dei due miliardi e mezzo di dollari.

Tenendo conto dell’inflazione, infatti, Titanic oggi sarebbe a quota 2 miliardi e mezzo di dollari, cifra teoricamente raggiungibile dal ciclone Avatar. Se Titanic staccò oltre 400 milioni di biglietti, Avatar al momento ne ha staccati pocopiù di 200. Meriti del 3D, che ha influito al 65% fuori dagli States e all’80% negli Usa, con i cinema Imax che hanno
letteralmente sgretolato i record precedenti, incassando qualcosa come 134 milioni di dollari. Avatar diventa anche il film hollywoodiano che è riuscito ad incassare più dollari fuori dagli Usa, battendo ovviamente sempre Titanic, facendo record dovunque.

In Italia, in 10 giorni appena, ha raccolto 25 milioni di euro. Mai nessuno era riuscito a fare tanto. E non è finita qui, visto che la pellicola continua a raccimolare dollari giorno dopo giorno. Meriti dell’inflazione e dei rincari 3D, ovvio, ma quello che è riuscito a fare Avatar è qualcosa di sbalorditivo. 39 giorni per infrangere un record che pareva inattaccabile, con concrete possibilità di alimentarlo ancora di più da oggi alle prossime settimane. Negli ultimi anni ci eravamo abituati ad exlpoit nei primissimi weekend di programmazione, per poi scemare piano piano, perchè fagocitati da nuove uscite.

Le 15 settimane consecutive in testa alla classifica Usa di Titanic sono fantascienza, così come le 6 di oggi di Avatar, fatto che, per l’appunto, non capitava dai tempi del transatlantico cinematografico.

Riccardo Basile