Calcio, Juventus-Ciro Ferrara: “6 mesi alla Juventus valgono come 10 anni altrove”

Non crede che il silenzio da parte della società sia un modo per deligittimare la sua autorità con i giocatori?
“Assolutamente no. Non credo abbiano delegittimato il mio ruolo. I miei giocatori sanno per certo che dobbiamo dare il massimo comunque, in ogni situazione per il bene della Juventus, comportandoci da professionisti fino a che non si metterà la parola fine a questa avventura. E i miei giocatori sono dei professionisti, così come lo s0no io”.
Mou l’ha definita un eroe perchè in Italia è difficile restare agrappati ad una panchina in un momento di crisi nera:
“Lo ringrazio per questo attestato di stima, ma probabilmente si riferiva al Ferrara “Balboa” (sorride).
Non crede che tenerla a bordo nonostante stiano cercando già un suo sostituto sia una mancanza di rispetto e uno sfruttamento del suo lavoro?
“Non è sfruttamento: mi pagano per questo (sorride di nuovo). Conosco bene la dirigenza e so che persone ho davanti e non credo lo facciano con cattiveria. Non cè nessun tipo di problema”.
Luciano Moggi, al Chiambretti Night, ha detto che lei non ha responsabilità e che se ci fosse stato lui al suo fianco non avrebbe dovuto sopportare questa gogna mediatica
“Credo che, visti i risultati, sarei stato indifiendibile anche con lui al mio fianco”.
S’è dato una spiegazione del perchè non è riuscito a rialzare la Juventus in questo periodo difficile?
“I motivi potrebbero essere innumerevoli e potrei anche trovare mille alibi e mille scuse. Ma non voglio farlo. Penso soltanto che questi 6 mesi alla Juventus valgono quato dieci anni altrove. Mi serviranno. Un’esperienza fortissima”.
Sente questa vigilia diversa rispetto a Juventus-Inter di un mese e mezzo fa? 
“Non credo sia diversa. Queste gare si preparano da sole. I giocatori, per partite come queste, non hanno bisogno di essere stuzzicati. Passare il turno sarebbe un rsultato molto importante, anche se il calendario è proibitivo: prima abbiamo affrontato il Napoli, ora l’Inter. Non proprio due squadre qualsiasi”.
Pensa che il risultato di domni influirà sulle scelte future della dirigenza?
“A quanto pare no (ride). Mi preoccupa soltanto passare il turno per accedere alla semifinale, nient’altro”.
La cosa strana è che, nonostante le critiche e la situazione nerissima, lei sembra più sereno, più tranquillo rispetto a qualche settimana fa. Come mai?
“E’ vero: ho metabolizzato il momento e ho fatto delle mie valutazioni per cercare di essere il Ferrara di sempre e cercare di essere il più sereno possibile”.
Non è facie prendersi questa patata bollente a questo punto della stagione
“Se decidessero di lasciare a me questa patata bollente sarei contentissimo”.
Che cosa si sente di dire ai tifosi che nonostante la contestazione non l’hanno attaccata?
“Il tifoso ama la propria squadra e i propri colori. Continuo a sentirli molto vicini a me, come sempre. ANche nel ’98, quando mi fratturai tibia e perone e dovetti stare fuori per un bel pò, mi stettero vicini nonostante le mie prime prestazioni non fossero proprio all’altezza. Certo non posso biasimare la loro delusione visti gli ultimi risultati”.
Le ha fatto paura l’Inter nel derby con il Milan?
“Il valore dell’Inter è indiscutibile, al di là della prestazione offerta nel derby, una partita che ha avuto un risalto maggiore rispetto ad altre”.
Se dovesse scommettere sul risultato di domani sera?
“Non posso scommettere, sono ancora un tesserato della Juventus”.
A questo Ciro Ferrara sorride, si alza e se neva salutando tutti affettuosamente. Un addio da parte di un tecnico che, nonostante sia un condannato a morte, riesce ad essere sereno e tranquillo. Conscio di poter camminare a testa alta, qualsiasi decisione prenderà la dirigenza.

Andrea Bonino