Cinzia-gate: nuova ipotesi di reato per Flavio Delbono

Nuovi problemi in vista per l’ormai ex-sindaco di Bologna Flavio Delbono, che ha rassegnato lunedì le dimissioni in seguito allo scandalo “Cinzia-gate”, legato alle accuse di peculato, abuso d’ufficio e truffa rivoltegli dagli inquirenti.
Secondo numerose agenzie di questo pomeriggio, infatti, l’esponente del Partito Democratico sarebbe da oggi indagato anche per aver fatto pressioni sulla ex-segretaria e fidanzata Cinzia Cracchi, affinché rilasciasse dichiarazioni non vere.

La donna, secondo le notizie trapelate, avrebbe confessato agli inquirenti che Delbono, prima del suo interrogatorio, le avrebbe chiesto di non consegnare il bancomat che lui le aveva precedentemente procurato.
Un atteggiamento perseguibile dalla legge secondo l’articolo 377 bis del codice penale.

Sul fronte politico, intanto, in attesa di decidere la data delle prossime elezioni anticipate che dovranno eleggere il nuovo primo cittadini, l’intero centrosinistra ha cominciato a discutere su chi debba essere il candidato in grado di sconfiggere una destra che, sicuramente, tenterà di cavalcare il malcontento verso una classe dirigente, quella del Partito Democratico, che non si è dimostrata all’altezza della situazione.

Sulla questione è intervenuto in prima persona anche Sergio Cofferati, sindaco del capoluogo emiliano fino al maggio scorso, che aveva deciso di non ricandidarsi per motivi familiari, anche se, in molti, sospettarono che fosse l’alto rischio di perdere quelle elezioni ad averlo indotto a prendere una tale decisione.
“Si tratta di capire – ha detto a Il Corriere della Sera – se gli episodi di cui si parla prefigurino una idea di gestione della rappresentanza di un singolo o se invece si collochino in un quadro di sistema, ipotesi che se confermata dalla magistratura sarebbe grave”.

Dopo aver dato, “statuto del Pd alla mano”, il proprio assenso alle primarie ha poi spiegato che adesso serve “un amministratore esperto, capace di gestire in modo fermo il dopo-trauma, perchè è di un trauma che stiamo parlando. Aggiungerei: un uomo in grado di interloquire con il complesso sistema che governa Bologna”.

Mattia Nesti