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Craccata la PS3: la console più sicura del mondo non ha più segreti

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“Sì, l’ho fatto”. La voce è quella, inconfondibile dei nerd, i secchioni che si intravedono nei film americani con le montature spesse a fare da cortina ad occhietti miopi e acquosi. Ma se il nerd in questione è George Hotz, 17 anni appena, aka  “il tizio che per primo ha profanato l’Iphone“, allora c’è da stare sicuri, la notizia è affidabile. E così eccoci a commentare che anche la Playstation 3, icona del cosmo videoludico di questi ultimi anni, è caduta sotto lo smanettamento esperto di un ragazzetto, profanata in quella protezione che in Giappone avevano ritenuto “inattaccabile” dagli hacker dell’universo mondo. 

George ha dedicato a questa sua ultima impresa, addirittura un blog in cui ha rubricato, step by step, tutti gli avanzamenti dell’impresa che ora dice, presago della vulgata hackeristica, “gli apre un nuovo scenario davanti”, e che non sa ancora come utilizzerà questa sua scoperta, anche se dice non a fini pirateschi.

Su quanto ci sia da crederci sono aperte le scommesse, certo è che ancora una volta l’universo informatico ci ha riservato le sue sorprese. Dopo la violazione dei database delle banche e della stessa intelligence statunitense, è la volta della punta di diamante della Sony, che paga dazio nell’universo del virtuale, dove chiave e serratura stanno a un dipresso, a portata del primo Nerd che sia paziente e capace abbastanza da affinare l’abbinamento tra le due cose. Quanto valgono, a questo punto, le rassicurazioni degli esperti una volta che, traghettati nel mondo virtuale, ci stiamo approntando alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, con gli annessi e connessi del caso?

In Italia il primo passo è stato mosso con la Posta Elettronica Certificata, che va ad affiancare le raccomandate per equipollenza. Oggi saremo in grado di spedire raccomandate dal pc, ma siamo sicuri che il cittadino medio si domanderà a breve, una volta che avrà sentito di questa PEC, se è possibile farla in ospedale o dal radiologo sotto casa.

Silviogiovanni Viola