Empoli: apre un carcere per trans

L'ex parlamentare Vladimir Luxuria

Apre a Empoli un carcere per transessuali. Lo ha annunciato Maria Pia Giuffrida, provveditore toscano dell’Amministrazione penitenziaria, in prossimità della conclusione dei lavori di adeguamento del carcere di Pozzale.
La realizzazione della struttura è stata caldeggiata anche da Vladimir Luxuria: a proposito dei trans ha dichiarato: “inserirle quindi in una struttura femminile è sicuramente un’ottima idea: la costituzione di un carcere apposito per detenute transgender a Pozzale è un fatto positivo sia perchè gli agenti penitenziari possono essere formati per rapportarsi con loro, usando il femminile, per esempio, evitando così reazioni violente, dando loro la possibilità di continuare la cura ormonale che di solito viene interrotta contro la loro volontà, e facendole partecipare a tutte quelle attività che vengono loro negate di cui usufruiscono gli altri detenuti”.

Nella ristrutturazione dell’istituto carcerario è stata posta particolare attenzione, proprio per la sua finalità, nelle strutture, nell’organizzazione e anche al personale, il quale è stato dovutamente aggiornato con la frequenza di corsi ad hoc.

Parole di approvazione anche da parte di Regina Satariano, presidente del Movimento nazionale identità transgender: “È stata un’idea geniale realizzare un carcere per soli detenuti trans. Non sarà un ghetto ma un’opportunità per evitarne l’isolamento nei penitenziari e dare a queste persone le motivazione per progetti di reinserimento sociale mentre scontano la pena». All’interno dei penitenziari «le detenute donne non vogliono i trans e, per evitare problemi, i transgender non vengono tenuti nel reparto maschile: così nelle carceri vengono ricavati reparti dedicati ai trans. Ma questo diventa isolamento. Persino l’ora d’aria la fanno a parte».

Chissà che Empoli possa essere soltanto l’apripista verso la sensibilizzazione ad un trattamento paritario nelle carceri, commisurato soltanto al reato commesso. Sottolinea infatti Vladimir Luxuria: “Io ho visitato molte carceri italiane quando sono stata parlamentare, per vedere e verificare le condizioni in cui si trovano i detenuti e in particolare le detenute transgender. A parte il carcere di Belluno, diretto da una donna, e forse non è una coincidenza, dove le persone trans sono trattate con tutto rispetto, ho registrato nella maggior parte delle carceri italiane il fatto che una trans non deve solo, e giustamente, scontare la pena per il reato commesso, ma in realtà deve scontare una doppia punizione, in quanto trans”.

 Valeria Panzeri