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Francesca Cipriani va in settima. Nuovo seno, nuova vita per l’ex-gf

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Mettiamoci nella sua testa: male non sta male, forse sono le motivazioni che mancano (la ragazza aveva già una quinta di seno), avrà pensato: “che peccato portare una quinta. Se solo avessi una settima…”. Ed ecco fatto, Francesca Cipriani semisconosciuta della cricca degli ex-Gf è andata ad ingrossare le (siliconate) file del club “sotto la quarta non c’è vero amore”. Macchè amore e amore, la ragazza, prontamente intervistata da Barbara D’Urso (ma un pò di selezione no?) ha replicato con piglio che la sua operazione è stata motivata dalla necessità di “essere identificata come una sex symbol“, quasi a rendere la seduzione una materia antropometrica. Di questo andazzo manca poco a riesumare la vecchia frenologia lombrosiana e il gioco (delle coppie?) è fatto.

In realtà si fa molto parlare intorno ai sempre maggiori (maggiorati) casi di ragazzette senza arte nè parte che offrono le loro siliconiche grazie in pasto alla telecamera in una imbarazzante assenza di contenuti. Cristina del Basso è l’ultimo epigone della fila: divertita nullità, dulcorosa al limite della nausea, svampita per professione. E il telespettatore italiano che fa? Pazienta, indulge, non nasconde la sua divertita abulìa, mentre presta orecchio alla solita trafila di aspiranti che si darebbero, indifferentemente, al cinema, alla tv, alla moda, lasciando da parte, ovviamente, quello che darebbero.

Non stupisce, allora che la televisione italiana sia diventata, da serbatoio del trash, vera e propria incubatrice dello stesso. Matrice a stampino di prototipi  femminili e maschili che aleggiano su riviste e pubblicità, pronti a catturare l’occhio con eterea inconsistenza, una nebbia zuccherosa che, alla prova dei fatti, riconferma boys e girls come una pletora di seminullità alla prova dell’apparenza.  E così lo spettacolo va avanti, tra tronisti e lustrini, amici defilippiani, letterine e letteronze, il caravanserraglio è servito festante, in tiro, pronto a servire i suoi fenomeni e a dischiudere le porte sull’ennesimo paio di cocomeri al silicone che dicono di voler sfondare nel cinema. Vènghino, siori, vènghino….

Silviogiovanni Viola