Giornata della memoria: ecco i soliti imb..ranati

In occasione  della Giornata della memoria, in ricordo dell’olocausto ebreo le iniziative volte alla celebrazione e forse anche alla sua esorcizzazione si moltiplicano ogni anno. Giunta ormai alla sua decima “edizione”(dato l’argomento era necessario mettere il termine tra virgolette), il 27 Gennaio si è negli anni trasformato in un ricordo di tutti i crimini di guerra evolvendosi dall’idea originaria di ricordare esclusivamente l’efferatezza della Shoah.

Il processo, quello positivo, non sembra essere ancora completo, o meglio, completato, vale a dire che il ricordo è attualmente ancora profondamente legato alle vittime ebree; i crimini di guerra derivanti da altri conflitti, o da altri scontri,sociali, politici o religiosi che siano restano decisamente in secondo piano. Probabile che sia giusto così, dato il numero di morti che l’olocausto ha  causato e il modo in cui tutto ciò si è verificato. Non così è però per il processo negativo; gli individui “intrisi di razzismo” danno oggi il meglio di loro stessi, accomunando nella loro (assurda) lotta cause del tutto diverse, legate a prima vista  sembrerebbe almeno dalla presenza, in qualche modo, della religione ebraica.

Compaiono così sui muri di Roma scritte antisemite, ma anche altre che nulla c’entrano con la “causa” anti-ebrea. Quelle più inerenti mostrano addirittura slanci di comicità  “27/01: ho perso la memoria”. ci sarebbe da ridere davvero, se non ci fosse da piangere. Gli attivisti di Militia non si fanno mancare neanche scritte più serie come :”Olocausto propaganda sionista”. Del “sionista” è stato dato anche al sindaco Alemanno, uomo con un passato segnato dalle idee del fascismo, proprio il movimento che fu il maggiore alleato del nazismo anti-semita.

Questa comunque la risposta di Alemanno: “Purtroppo c’è ancora qualche criminale che si spinge a oltraggiare la Memoria solo per ottenere visibilità mediatica. Deve essere chiaro a tutti che non ci saranno sconti per chi offende la vita predicando l’odio e l’intolleranza. Nel rivolgere un appello agli inquirenti perché individuino al più presto i responsabili, voglio esprimere, a nome mio e di tutta l’Amministrazione, la solidarietà al presidente del Museo di Via Tasso, Antonio Parisella, e a Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma, per questo ennesimo atto infame”, a dimostrazione che nella vita non è poi così difficile crescere.

“Usa, Israele boia” , ” a morte Israele” e “Hamas vincerà”, s’innestano a forza nella cornice anti-semita, chiamando in causa a turno il cosiddetto anti-americanismo, la guerra totale contro uno stato a prescindere da chi lo abita e un inno al terrorismo. Meglio ancora ha fatto chi è riuscito a scrivere “Pdl vermi” come se il partito politico attualmente di maggioranza in Italia fosse una rappresentanza del popolo ebreo. Ma, forse, era solo un bieco mezzo per fare campagna elettorale di livello talmente basso che risulta  impossibile essere stata opera di qualche partito avversario.

I bersagli delle cause anti-ebree quindi divengono i più svariati, talvolta non sono nemmeno più gli ebrei paradossalmente, quindi o queste persone fanno molta confusione, o vogliono solo essere contro qualcosa disinteressandosi di cosa.

A.S.