Haiti: 14 giorni sotto le macerie, estratto vivo!

La notizia e’ stata recentemente battuta dalle varie agenzie: trovato ancora vivo dopo 14 giorni sotto le macerie.

Si tratta di un uomo di 35 anni, di nome Rico Dibrivell, che e’ stato estratto ancora vivo dalle macerie di un palazzo crollato nel centro di Port-au-Prince.  E’ stata una squadra di soccorso dell’esercito americano ad individuarlo per poi ad estrarlo dalla montagna di detriti. Un testimone afferma che l’uomo aveva una gamba stritolata ed e’ stato portato immediatamente in ospedale; i medici hanno dichiarato che, sicuramente, se la cavera’. L’ultima persona ad essere estratta miracolosamente viva è stato un ragazzo di 24 anni, Wismond Exantus Jean-Pierre, che e’ stato liberato dalle rovine dell’Hotel Napoli di Port-au-Prince, dove era rimasto sepolto per 12 giorni.

Jan-Pierre e’ riuscito a sopravvivere grazie a qualche lattina di Coca-Cola ed a pochi snack trovati, fortunosamente, tra il cumulo di macerie che lo imprigionavano. Ad oggi il numero totale delle persone estratte ancora in vita dai cumuli delle macerie e’ di 133. Speriamo di cuore di poter ancora aggiornare in meglio questo numero.

Chiaramente risulta impossibile ignorare il fatto che, con l’andare dei giorni, le possibilità di trovare vita sotto i cumuli di rovine risultano sempre più esigue. A questo punto ci si interroga, lecitamente, sul da farsi. A fronte di questi, rari, miracoli che ancora si manifestano nell’oblio di un Paese in ginocchio ci si chiede se sia meglio concentrare le forze sui superstiti che necessitano fortemente cure mediche e psicologiche oppure investire queste ore nella ricerca di ulteriori “miracolati”.

Le Autorità competenti hanno già preso la decisione sospendendo le ricerche al fine di far convergere tutte le energie sui tantissimi feriti, fra i quali anziani, adulti e bambini. Moltissimi haitiani sono rimasti mutilati e versano in gravissime condizioni.
Può suonare estremamente
cinica la scelta intrapresa però, in certe situazioni di  profonda tragicità risulta veramente difficile stabilire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato in termini assoluti e certi.

Valeria Panzeri