Nel giorno della Memoria, la vergognosa affermazione di Radio Padania: “Anna Frank non è una santa. E crepi con Satana chi ci accusa di moralismo”

“Non vogliamo vedere film dove gli omosessuali si slinguano tra di loro: la depravazione morale sta raggiungendo il suo limite estremo, arrivando a superare la cattiveria con la quale Hitler ha mandato sei milioni di ebrei a morire. Crepate, voi che ci date dei moralisti e dei bacchettoni, crepate assieme a Satana. Noi siamo sicuri di salvarci; voi crepate pure”. Sentire parole del genere, nella loro brutalità, pronunciate proprio nel corso della settimana storicamente importantissima, che ha preceduto la Giornata della Memoria, lasciano senza ombra di dubbio senza parole. Tali parole, provengono da Radio Padania, che torna sulla polemica sollevata qualche giorno fa da Grimoldi, relativa alla lettura dell’intero Diario di Anna Frank, diventata ormai simbolo degli orrori provocati dall’Olocausto, all’interno di una scuola elementare di Monza.

Le dure parole, sono state pronunciate da Andrea Rognoni, il conduttore della rubrica “Cultura padana”, che a conferma delle pesanti affermazioni da lui stesso pronunciate, parte con un preambolo nel quale sembra quasi volersi “giustificare” per le parole precedentemente riportate: “Sono figlio di un deportato in un campo di concentramento, quindi non possono esserci ombre sul mio amore per gli ebrei – per gli ebrei in quanto popolo, però, e non come lobby di potere diffusa nel mondo”.

Le frasi che seguono, nel corso del suo discorso, sono forse quelle che più di tutte spiazzano i tanti che, con dovere civico, ricordano il giorno in memoria della Shoah con grande dolore e rabbia. E’ proprio contro di loro che Rognoni si scaglia, affermando che Anna Frank non è una santa, tanto da averle dedicato un’intera giornata (quella di oggi, appunto). Le affermazioni, sono rivolte a tutti colore che “ne difenderebbero il Diario anche se vi fossero colate quattro pagine di sterco”.

Nel sentire frasi del genere non si può che provare vergogna e rabbia, per persone che non solo negano gli eventi storici che andrebbero invece ricordati e diffusi affinchè non si riproponessero più, ma che, soprattutto, fanno il verso a tutti i figli di una generazione che ha pagato sulla propria pelle e con la vita le stragi ingiuste che ne sono state compiute.

Emanuela Longo