Sport, Roma olimpica è già realta

Aspettando che i vertici del Coni scelgano definitivamente la candidatura ufficiale per l’olimpiade del 2020 (in lotta oltre a Roma c’è Venezia), la città eterna gioca d’anticipo schierando un supercomitato di imprenditori e industriali di livello nazionale, ad affiancare una leadership politica forte e compatta nella quale confluiscono tutti gli schieramenti.
Ad alzare il velo sull’ambizioso progetto il sindaco Gianni Alemanno, oltre ai testimoni d’eccezione Livio Berruti e Salvatore Gionta, campioni olimpici a Roma ’60 nei 200 mt e nella pallanuoto.
Fiore all’occhiello del dossier, che sarà presentato il 5 marzo al Coni, il Parco Olimpico che si estenderà dal Foro Italico a Saxa Rubra con l’inclusione di Tor Di Quinto. “Abbiamo accertato che non esistono vincoli di natura architettonica. Certo è che dipenderà dalla qualità del progetto. E’ una realtà molto suggestiva”.
Queste le parole del primo cittadino.
Il progetto Roma tende a utilizzare il maggior numero di impianti sportivi esistenti, puntando molto sulle infrastrutture ecosostenibili fruibili da tutta la città.
Sembra essere proprio questo il punto di forza rispetto alla candidatura della città lagunare che dovrà, invece, costruire ben 15 impianti ex novo contro i 4 della capitale.
Tra le novità l’utilizzo del Circo Massimo per le gare di tiro con l’arco e lancio del peso e il ritorno della lotta greco-romana nell’antica Basilica di Massenzio, come nella prima e ultima edizione ospitata da Roma.

Paolo Piccinini