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Usa: fallito tentativo di news a pagamento. Solo 35 abbonati in 3 mesi

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La sede newyorkese del quotidiano "Newsday"

Un investimento importante, di ben 650 milioni di dollari, per appena 35 abbonati. Lo sfortunato protagonista di questa vicenda è il sito internet del tabloid newyorkese “Newsday”, acquistato lo scorso anno, in tempo di crisi e di bilancio fallimentare, per la suddetta cifra, dalla famiglia Dolan, già proprietaria del network delle tv locali via cavo negli Stati Uniti.

Sebbene i dirigenti siano restii ad ammettere la sconfitta, il giornale online, www.newsday.com, ha raccolto l’esiguo numero di 35 adesioni (senza pensare che alcuni abbonati potrebbero essere semplicemente familiari o amici dei redattori!), ovvero 35 utenti disposti a pagare 5 dollari a settimana, per un totale di 260 dollari all’anno, per poter avere accesso alle notizie pubblicate in esclusiva e ad altri piccoli vantaggi. Esosa la richiesta del sito, soprattutto in termini finanziari: un prezzo, quello di 260 dollari, che potrebbe pesare parecchio a fine anno nel bilancio familiare, almeno finché non si assista a una risalita dell’economia statunitense.

Si pensi inoltre che la ristrutturazione del sito e dell’home page, che a dire di alcuni redattori è “letteralmente abominevole”, è costata alla società la cifra di ben 4 milioni di dollari, contro i guadagni che attualmente ammontano a 9mila dollari l’anno, frutto appunto delle 35 persone che hanno aderito. Forse si è trattata di una scelta avventata, poco sensibile alle sensazioni degli ambienti esterni e quindi non adatta ai tempi che corrono.

Pare che “Newsday” abbia registrato infine una perdita di 7 milioni di dollari nell’ultimo trimestre. Da qui l’incresciosa richiesta ai giornalisti e ai dipendenti della testata di accettare una riduzione dello stipendio di circa il 10%. Una pretesa che renderà probabilmente più pesante il clima all’interno della redazione e che rappresenta, in poche parole, l’ammissione del fallimento dell’avventuroso progetto.

Gli utenti hanno quindi dimostrato di non gradire la novità di pagare per poter accedere alle news di un quotidiano online, preferendo l’immensa vastità di risorse che il web può offrire. I blog, Twitter, gli altri media elettronici in aggiunta a quelli tradizionali offrono una qualità e una quantità di notizie inarrivabili. Perché allora pagare un giornale, quando si può avere l’intero universo “stampato” a portata di click? Il mondo di internet, libero e gratuito per antonomasia, non è ancora pronto ad accogliere questa novita.
Una bocciatura pesante, senza mezzi termini, che rispedisce al mittente l’idea di rivoluzione il mondo delle news e dei giornali.

Chissà se il New York Times, che ha annunciato l’introduzione del pagamento a fronte della lettura delle notizie a partire dal 2011, risentirà di questo precedente fallimentare. Naturalmente, non si può confrontare il valore riconosciuto a livello mondiale, l’autorevolezza e la rilevanza sociale e giornalistica dei due quotidiani di New York, tuttavia la strada sembra tutt’altro che in discesa.

Emanuele Ballacci