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“Viva la foca”. E in Canada la protesta degli animalisti si fa a torte in faccia

“Viva la foca”.

Avremmo scommesso che non esistesse uno slogan migliore di questo per pubblicizzare le imprese della Peta (People for the Ethical Treatments of Animals) e invece eccoci smentiti dal rilancio inatteso dei filibustieri newyorkesi che si spartiscono la posta con Greenpeace in quanto a trovate per pubblicizzare i loro intenti eco-friendly. A fare le spese di questo estro creativo il ministro della Pesca e degli Oceani canadese Gail Shea che, durante una convention a Burlington, Ontario si è beccato una torta in faccia dalla bizzosa 37enne newyorkese Emily McCoy, attivista della Peta.

E così quella che doveva essere una pacata occasione per pubblicizzare il supporto del governo canadese ad un Istituto per la ricerca e la salvaguardia del Mare si è trasformato in un teatrino burlesque che, a forza di torte in faccia, ha rivendicato la piena responsabilità degli uomini di governo canadese nella mattanza delle foche, che da anni viene effettuata nei mari del Nord.

Le foche vengono cacciate per la loro pelliccia e non è la prima volta che la protesta degli animalisti ha cercato di attirare l’attenzione mondiale su quello che, parallelamente alla caccia delle balene ad opera degli insaziabili nipponici, si vive come un massacro che passa sotto il silenzio complice dei governi interessati. I quali governi, da par loro, nicchiano adducendo questioni culturali agli stermini in atto o accampando improbabili “ricerche di interesse scientifico” per continuare i lucrosi commerci che girano intorno a questa caccia.

Degli ultimi tempi la notizia dell‘affondamento di un catamarano di una organizzazione ambientalista, intento in operazioni di disturbo nei confronti di una baleniera giapponese a sud dell’Australia. Stavolta gli ambientalisti hanno dovuto ammainare mestamente il loro Jolly Roger una volta che, tentata l’incursione a colpi di barattoli di burro rancido, hanno subito uno speronamento in piena regola da parte dei belligeranti giapponesi. I soccorsi sono arrivati in un paio d’ore, mentre gli ambientalisti si facevano fotografare fieramente sul misero relitto che li aveva condotti nell’ennesima loro impresa contro i mulini a vento.

Silviogiovanni Viola