Berlusconi: “Per battere la mafia bisogna aggredirne i patrimoni”. Maroni: via al piano antimafia

E’ stato approvato stamane dal Cdm, riunitosi per la prima volta a Reggio Calabria, il primo piano antimafia . Il premier ha ribadito la necessità di aggredire la criminalità organizzata, attaccando i beni accumulati in anni di attività illecite. “Il governo – ha spiegato Silvio Berlusconi in conferenza stampa – continuerà a battere la strada dei sequestri dei patrimoni mafiosi e, se la criminalità tornerà ad acquistare i beni requisiti e rimessi in vendita, il governo provvederà a farli sequestrare nuovamente”. Silvio Berlusconi replica così alle accuse dell’opposizione secondo cui gli stessi mafiosi potrebbero riacquistare, tramite dei prestanome, i beni sequestrati alla criminalità organizzata che saranno messi in vendita, ma lasciando nei fatti irrisolta tale problematica, sicuramente non trascurabile. “Siamo arrivati alla ferma conclusione che per battere la mafia – ha aggiunto – bisogna soprattutto aggredire i patrimoni della mafia e quindi faremo di questa nostra battaglia il centro dell’attività del governo”.

Berlusconi ha poi puntato il dito contro gli immigrati che costituirebbero la manodopera delle organizzazioni criminali. “I risultati sui nostri contrasti all’immigrazione clandestina sono molto positivi e una riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali”. Parlando di immigrazione, il premier ha poi lanciato un messaggio all’ Unione europea affinché si faccia carico del “costo della vigilanza che la Libia e gli altri paesi costieri del Mediterrano africano sopportano. Mi riferisco alla vigilanza – ha spiegato – sui clandestini che vengono dall’interno dell’Africa e attraverso questi Paesi costieri cercano di emigrare”.

Il premier ha speso qualche parola sulle fiction sulla mafia, che darebbero un’immagine distorta e negativa del nostro paese all’estero. “La mafia – ha dichiarato il premier – è una patologia terribile per il nostro Paese. Ne paghiamo l’esistenza anche per l’immagine all’estero dell’Italia. Abbiamo la brutta abitudine – di produrre fiction sulla mafia che hanno portato questa negativa immagine dell’Italia in giro per il mondo. Spero che questa moda sia ormai finita”.

Nel corso della conferenza stampa il ministro dell’Interno Maroni ha poi illustrato i punti del piano antimafia. Il piano è composto di 10 punti. “In realtà – ha spiegato  Maroni – li avevamo ridotti a nove ma poi abbiamo accolto la proposta del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi per il contrasto al lavoro nero che si aggiungono al piano portato in Cdm da me e dal ministro Alfano”. I punti chiave del piano sono: l’istituzione dell’Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, il Codice delle leggi antimafia che raccoglie in un testo unico i principali interventi legislativi antimafia emanati dal 1965 a oggi , nuovi strumenti di aggressione ai patrimoni mafiosi, nuove misure di contrasto all’ecomafia, nuove misure a sostegno delle vittime del racket e dell’usura, mappa informatica delle organizzazioni criminali, potenziamento dell’azione antimafia nel settore degli appalti, nuove iniziative sul piano internazionale per contrastare la criminalità transnazionale, altre norme di contrasto alla criminalità organizzata.

Il segretario del Pd Pierluigi Bersani, ai microfoni del Tg2, ha manifesta la sua scetticità sull’iniziativa del Governo: ”Vedremo, si parla di norme che male non fanno, però se arrivano tre botte, norme sulle intercettazioni, il condono e il processo breve, tutto il resto e’ inutile”.

Daniele Vacca