Cosentino: per il Sostituto Procuratore Generale arresto possibile

Il Sostituto Procuratore Generale Vito Monetti ha chiesto ai giudici della prima sezione penale della suprema Corte di respingere il ricorso di Stefano Montone e Agostino De Caro, difensori di Nicola Cosentino, all’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip di Napoli lo scorso 7 novembre.

Se anche la Cassazione confermasse l’ordinanza di arresto, il sottosegretario all’economia non andrebbe comunque in carcere, almeno finché gode di immunità parlamentare, visto che la Camera dei Deputati ha già respinto, lo scorso 10 novembre, la richiesta di arresto.

Solite le polemiche durante il rifiuto della Camera, con gli esponenti del PdL che ritengono Cosentino un perseguitato dalla giustizia e i deputati del Partito Democratico che inorridiscono politicamente al mancato arresto.

“Speriamo che il giorno in cui non sarà più in Parlamento”  hanno commentato i legali di Cosentino “sarà già stato assolto dalle accuse. Siamo sicuri che tutta la vicenda si sarà chiarita e che Cosentino non avrà nulla da temere nemmeno nell’ipotesi in cui, un domani, non fosse più parlamentare”.

Prima del suo coinvolgimento nell’inchiesta, Cosentino era il candidato in pectore del centrodestra come governatore della Campania e ora è indagato dalla Procura di Napoli per concorso esterno in associazione camorristica per presunti rapporti con il clan dei Casalesi.

Secondo i legali del deputato del PdL, il provvedimento di arresto “presenta vizi di legittimità, a cominciare dal dubbio di utilizzo delle intercettazioni telefoniche, della mancata trasmissione di tutti gli atti e perchè il gip ha sottovalutato la memoria difensiva” e per tali motivi doveva essere annullato.

Tra stasera e domani mattina, secondo le previsioni di Montone, avremo il verdetto.

Sebastiano Destri