Donna soffocata dal divano-letto: arrestato il compagno

Aveva dato la colpa a un divano-letto, ma alla fine i nodi sono venuti al pettine. Oggi, dopo una serie di complessi accertamenti, il pregiudicato milanese Daniele De Masi, 41 anni, è stato arrestato per l’omicidio della convivente. La donna, Maria Francesca Del Tredici, era stata trovata schiacciata all’interno del suo divano-letto Ikea nel mese di giugno. Secondo gli investigatori è stata la gelosia dell’uomo il movente del delitto. De Masi, che ora si trova nel carcere di San Vittore, credeva infatti che un tassista, amico comune della coppia, avesse una relazione con la compagna. De Masi ha un precedente specifico: nel 2007 era stato condannato a sei mesi per aver tentato di strangolare un’ex fidanzata. Ha anche precedenti per furto, minacce, lesioni e occupazioni abusive di edifici.

Quando a giugno chiama il 118 in evidente stato di agitazione, racconta che la sera prima lui e la compagna hanno bevuto molto e fumato stupefacenti. «Stava saltando sul letto, la molla è saltata e lei è rimasta chiusa dentro», così spiega la tragica morte della donna, che soffriva di problemi d’alcolismo e viveva di lavori saltuari per ditte di pulizia. De Masi avvisa il 118, ma sbaglia prima il numero civico e poi il piano: è agitato e confuso. Subito dopo chiama un amico comune della coppia, un tassista. Trascorse un paio d’ore dall’intervento dei soccorritori e una volta conclusi gli accertamenti del medico legale esce di casa per un presunto appuntamento di lavoro. Il medico legale crede alla sua versione e il caso viene inizialmente considerato un incidente domestico. Tre giorni dopo il fatto, De Masi viene sentito al commissariato di Polizia, dove fornisce una versione diversa dalle precedenti, cadendo in una serie di contraddizioni. Il dirigente, Mafredi Fava, non crede all’ipotesi del malfunzionamento del divano-letto, tra l’altro uguale a quello di casa sua e trova alcune contraddizioni tra la versione dei fatti fornita ai soccorritori e quella raccontata all’amico tassista. Qualche settimana dopo, i poliziotti tornano nell’appartamento e trovano i sigilli rotti. I vicini raccontano che De Masi ha cercato di far sparire il divano. La Procura dispone tre perizie che danno tutte lo stesso esito: non è possibile che il letto si chiuda all’improvviso uccidendo una persona.

Secondo la ricostruzione dei poliziotti la donna è stata chiusa nel divano-letto dopo una lite ed è rimasta soffocata dalle sue stesse gambe, schiacciate contro la cassa toracica. In passato c’erano state altre liti e De Masi l’aveva già picchiata più volte, come del resto aveva fatto con le precedenti compagne, da lui ricontattate dopo la morte di Maria Francesca Del Tredici. Durante le indagini, De Masi ha chiamato cinque volte il 113, affermando di volersi uccidere perché la sua donna era morta senza che lui avesse potuto farci nulla. Eppure l’uomo, che sino a qualche tempo fa sembrava assalito dai sensi di colpa, non ha ancora confessato l’omicidio.

Maria Elena Tanca