E’ morto J.D. Salinger, con lui se ne va il giovane Holden

un giovane J.D. Salinger

Jerome David Salinger era nato novantuno anni fa a Manhattan, nel cuore di New York, precisamente il primo gennaio del lontano 1919. Oggi è morto a Cornish, nel New Hampshire, lasciandoci in eredità uno dei romanzi più noti al mondo, ovvero Il giovane Holden. Eppure lo scrittore, a dispetto dell’incredibile successo della sua opera principale e della conseguente enorme fama guadagnata, è stato un personaggio controverso, nel senso che ormai da diverse decine di anni si era sottratto alla notorietà ritirandosi a vita privata proprio a Cornish.

La giovinezza è stata una fase piuttosto turbolente della sua vita. Infatti durante il primo anno di università, presso la New York University, decide di abbandonare gli studi e si imbarca su una nave da crociera. Solo molti mesi dopo si decide ad accettare l’offerta del padre di operare presso la propria azienda, nel settore dell’importazione della carne. Il giovane viene spedito a lavorare nella sede di Vienna, da cui se ne va solo un mese prima dell’annessione dell’Austria ad opera della Germania nazista. Rientrato in patria frequenta un corso di scrittura alla Columbia University e pubblica il suo primo racconto dal titolo The Young Folks.

Ma le sue avventure non sono ancora finite. Nel 1942 parte per l’Europa per combattere nella Seconda Guerra Mondiale e, tra le altre cose, prende parte allo sbarco in Normandia. L’esperienza bellica lo segna profondamente tanto che dopo la sconfitta tedesca fu costretto ad un ricovero ospedaliero per curare una sindrome da reazione allo stress del combattimento. La visita ai campi di concentramento lo sconvolge e dichiara: “È impossibile non sentire più l’odore dei corpi bruciati, non importa quanto a lungo tu viva”. Nonostante la partecipazione ai fatti bellici, continua a scrivere e pubblicare.

Nel 1948 arrivano i primi successi editoriali tanto che il New Yorker, dopo avergli pubblicato il racconto Una perfetta giornata per i pescibanana, decide di fargli firmare un contratto di prelazione per tutti i suoi lavori futuri. La definitiva consacrazione arriva nel 1951 con l’uscita del suo romanzo principe, appunto Il giovane Holden. L’opera è, almeno parzialmente, autobiografica tanto che lo stesso Salinger afferma: “la mia adolescenza fu molto simile a quella del ragazzo del libro”; e ancora:”è stato un grande sollievo parlarne alla gente”. Il romanzo racconta i tormenti giovanili, la ribellione e l’impossibilità di essere adulti. Il linguaggio molto colloquiale per i tempi e l’atteggiamento critico verso la religione generano intorno al libro polemiche enormi. Proprio qui inizia l’isolamento dello scrittore. Gli anni successivi sono, comunque, ancora densi di eventi. Nascono due figli ed escono altre opere, tra cui Franny e Zoooey. Il mistero vela la seconda parte della sua vita.

J.D., tutti noi che negli anni della scuola abbiamo conosciuto Il giovane Holden, ti salutiamo.

Valeria Panzeri