Fini sulla ricerca: politica faccia un salto di qualità

La politica e le istituzioni devono fare un salto di qualità, passando dalle enunciazioni alle realizzazioni, e ponendo fin da oggi nell’agenda, come obiettivo prioritario, la necessità di far crescere una nuova generazione di ricercatori, di scienziati, di lavoratori e imprenditori nelle tecnologie di avanguardia e nell’economia della conoscenza“. E’ questo l’appello lanciato dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, all’apertura del convegno su  Guglielmo Marconi, in corso nella sala della Lupa di Montecitorio.

“Certamente – ha aggiiunto Fini – oggi non basta diffondere tra i ragazzi la passione per la ricerca. Occorre anche dotarli dei mezzi necessari per realizzare le loro capacità. Occorre migliorare la qualità della formazione universitaria, valorizzare il talento dei nostri giovani ricercatori, impedendo – ha precisato la terza carica dello Stato – che siano costretti a cercare all’estero, proprio come fu costretto a fare il giovane Marconi, le loro opportunità, o a rassegnarsi a vivere un futuro di precariato e di sottoutilizzazione“.

Il presidente della Camera è quindi passato all’elogio della figura di Guglielmo Marconi, invitando i giovani a seguire il suo esempio: “E’ il modello della scienza applicata alla vita – ha detto Fini –  il modello di chi sa vedere nella ricerca le grandi possibilità per migliorare la condizione dell’uomo. Il Nobel fu certo per lui una enorme soddisfazione, ma- ha precisato il presidente della Camera – la soddisfazione più bella e commovente fu quando lo ringraziarono i superstiti della tragedia del Titanic; le centinaia di persone – ha aggiunto Fini – che furono tratte in salvo dalle navi che giunsero in loro soccorso dopo aver ricevuto l’SOS lanciato dal transatlantico in agonia, grazie al telegrafo senza fili da lui inventato”.

“Per favorire la ricerca e l’innovazione – ha spiegato ancora Fini – il sistema-Italia deve cessare di essere un sistema a “macchia di leopardo“, dove l’eccellenza convive con l’inefficienza, dove il 2000 convive con il ‘900, e, per certi versi, anche con l’800. Le chiavi del futuro – ha concluso il presidente dei deputati – si chiamano razionalizzazione del sistema, semplificazione normativa, investimenti nelle reti della conoscenza, risorse per la ricerca, miglioramento dell’istruzione scolastica e della formazione universitaria“.

Antidoti che il presidente della Camera propone  per frenare la rovinosa fuga dei cervelli nel nostro Paese.

Maria Saporito