Il paradosso di Montezemolo su Termini Imerese

Le  ultime dichiarazioni di Montezemolo sullo stabilimento di Termini Imerese delle quali NewNotizie ha già dato conto in un altro articolo potrebbero definirsi paradossali. Sostenere nello stesso tempo che i problemi della Fiat vanno “affrontati in un clima di dialogo e confronto con le parti sociali e il governo.. ” e  che lo stabilimento comunque chiuderà nel 2011 è quantomeno incoerente. Se lo stabilimento sicuramente chiude e il dialogo dovrebbe essere proprio sul tenerlo aperto come può essere  possibile dialogare? Ma a parte questo c’è un ragionamento più prodondo da fare.

Il paradosso contenuto nelle parole del boss della Ferrari non è da attribuire solamente a ciò che ha detto. Certo.. fare dichiarazioni simili nello stesso giorno in cui la casa di Maranello presenta la F10, il nuovo “missile” nato per la Formula 1 è forse un po’ una caduta di stile e rivela probabilmente anche una dose d’insensibilità, ma, obiettivamente, i problemi del mercato dell’auto in Italia non sono (solo?) colpa di Montezemolo.

Può passare anche la teoria (plausibile) del ricatto, “chiudiamo gli stabilimenti così ci date gli incentivi”  espressa da Bonanni, ma anche questo non esaurirebbe di certo la questione. Uno dei problemi maggiori del settore automobilistico italiano, così come  quello europeo è la sovra-capacità: in sostanza si producono molte più auto di quelle che la domanda richiede, anzi, di quelle che la domanda potrebbe richiedere anche volendo farlo

Senza stare a snocciolare noiosi dati, i modelli di auto, italiane ed estere sono troppi e troppo differenziati anche; per anni la politica delle case automobilistiche sembra sia stata quella di fare un modello su misura per ogni tipo di persona e su questo un allestimento su misura della persona che ha scelto quel modello, di quel colore, di quella marca,  in quel periodo dell’anno.  E’ ovvio che una politica del genere , pur avvincente non può essere eterna, nè, tantomeno, costante. Esistono nella vita dei periodi di “boom” e dei periodi di “recessione” non solo a livello “macro” ( tutto il mondo), ma anche a livello “meso” (in Italia, ad esempio). In questi ultimi la gente  compra di meno e più oculatamente, quindi nel caso delle auto, i modelli ritenuti “esagerati” vengono messi da parte. Certamente c’è comunque chi li compra, ma appunto la domanda non può minimamente soddisfare l’offerta a livello di numeri. Inoltre anche modelli più appetitosi vengono scartati per una pura questione quantitativa; non solo troppi modelli ma anche troppi esemplari.

Sembra che il mercato dell’auto si aspetti che le persone comuni comprino una macchina nuova all’anno, almeno. Non può essere così, ma non avrebbe nemmeno senso che lo fosse visto che la garanzia minima legale stabilita dall’Unione Europea è di 2 anni e che spesso le case, soprattutto quelle orientali, la prolungano a 3 o 5; per quale motivo cambiare auto prima?

Ecco allora che si torna al paradosso:  Montezemolo ha anche dichiarato che lo stabilimento chiuderà per manifeste condizioni di “svantaggio competitivo“; ma come può essere uno stabilimento non competitivo se il mercato dell’auto è palesemente oltre la produzione necessaria? Su cosa compete? Qualunque sia il numero di auto prodotte, pur basso, sarebbero comunque in esubero.  Inoltre, anche tenendo aperto Termini Imerese non sevirebbe a niente rimodernarlo, produrrebbe certamente più auto che però  nessuno comprerebbe, visto anche che nel 2009 il mercato ha retto ( più o meno) per merito  degli incentivi.

L’effettivo paradosso è che si è creata da qualche anno l’illusoria situazione per cui più auto si producono più persone le comprano, ma bisogna pensare che la vita di un auto è infinitamente più lunga della sua nascita e questo divario non è assolutamente possibile compensarlo.

Per aumentare la produzione automobilistica Fiat, ma anche altre case hanno delocalizzato parte della produzione in paesi con costi di manovalanza molto più bassi; bene risparmiare sui costi, ma se la gente non compra come si può rientrare dalle spese sostenute, purchè minori?

Gli incentivi sotto certi aspetti sono un’altra illusione: risparmiare 3000 euro per comprare un’auto nuova che ne costa 15000 è sempre una cosa buona, ma l’acquirente dovrà sempre spenderne 12000 ( più gli interessi del finanziamento) e a parte che bisogna vedere se può spenderli, per quale motivo dovrebbe farlo se ha già un’auto semi-nuova, magari ancora in garanzia?

Probabilmente, per risolvere definitivamente i problemi dei lavoratori del settore automobilistico,essi, andrebbero spostati e riutilizzati in altri settori più stabili; ne la cassa integrazione , ne la mobilità anche “ad interim” concederebbero mai un termine a questo che è sicuramente un gatto che si morde la coda.

In sostanza, l’incoerenza delle parole di Montezemolo sta ad un livello molto al di sopra di lui  e sul quale lui stesso, con tutto il suo potere, può avere un’influenza piuttosto limitata. 

A.S.