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Per gli avvocati penalisti la protesta dei magistrati è una sceneggiata

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Continuano le polemiche sul cosiddetto “processo breve”; stavolta però si mettono di mezzo anche gli avvocati penalisti, i quali probabilmente non vedono molto di buon occhio i magistrati, sostenendo che la loro protesta sia volta esclusivamente “alla difesa dei privilegi e dei benefit” di cui attualmente godono.

Attraverso un comunicato rilasciato in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario a l’Aquila, una cerimonia diversa da quella dei magistrati, l’avvocatura penalista descrive la protesta dell’anm come una pura sceneggiata, che dimostra quanto  “il sindacato delle toghe si atteggi ormai a partito politico che si muove per la conservazione dell’esistente e che vuole continuare a tenere sotto ricatto la politica di qualunque settore”.

Nello stesso comunicato, le unioni delle camere penali “denunciano  la deriva populista dell’Anm che conferma la necessita’ di procedere a riforme di sistema senza indugi ed esitazioni“.

Da queste dichiarazioni si evince che i magistrati sarebbero una casta con fortissimi privilegi e desiderosi di ancora più potere e notorietà  di quelli che già possiedono. Il fatto che i magistrati abbiano dei privilegi è fuori discussione, ma il problema piuttosto sta nel verificare se questi privilegi siano meritati e soprattutto, dando per scontato che sia così, chi se li merita e chi no.

Di errori giudiziari ne avvengono probabilmente troppi, alcuni per imperizia, alcuni per distrazione, alcuni anche per cause che non dipendono nemmeno dallo stesso magistrato che commette l’errore; è necessario che esista  una responsabilità personale di chi sbaglia,come è giusto che sia  in tutti i frangenti, questo sì, ma i privilegi elargiti ai magistrati con questo c’entrano ben poco. Se potrebbe anche essere vero che alcuni lavorino cercando la notorietà, la grande maggioranza di essi lavora invece in condizioni difficili, senza risorse, senza personale a volte e per chi si occupa di mafia rischiando la vita. E’ necessario che queste persone abbiano perlomeno un ottimo stipendio. Tale stipendio andrebbe però immediatamente tolto a chi la magistratura la usa per apparire, rovinando la categoria, ma ammesso che queste persone esistano la sanzione dovrebbe essere applicata solo a loro, coinvolgere la restante parte della magistratura sarebbe un provvedimento assurdo.

Tornando alla questione del “processo breve”, in Italia purtroppo siamo abituati al fatto che appena qualcuno fa una proposta nascono comitati e associazioni contro la stessa proposta, qualunque essa sia. Sicuramente i magistrati avranno le loro ragioni, magari addirittura migliori di quelle del Governo, ma qualcosa per ridurre le lungaggini incredibili del percorso giudiziario italiano  bisognerà pur farlo.

E anche vero che oggettivamente il provvedimento presenta molte questioni irrisolte, ed è normale per un “tecnico” come è un magistrato porsi delle domande su questioni dubbie che riguardano molto da vicino il suo lavoro, ma a parte questo una strada bisognerà pur prenderla e sicuramente non sarà nè quella dell’ipotetica sceneggiata dell’anm, nè quella di chi accusa la stessa di atteggiarsi a partito politico, con conseguenti sceneggiate alle quali, da parte dei partiti, l’Italia è abituata

A.S.