Puglia: Poli Bortone, vado avanti contro Vendola anche da sola

“Rispetto il pensiero del Presidente Berlusconi e gli rinnovo la mia stima, ma sono al servizio dei pugliesi. I pugliesi, le famiglie, le imprese meritano risposte coraggiose e progetti credibili nell’attuazione: l’esatto contrario del fallimentare governo della giunta Vendola”.
Queste le parole con cui Adriana Poli Bortone, senatrice fascista ex-missina, leader del Movimento Io Sud, ha declinato l’invito rivoltole dal premier Silvio Berlusconi a “fare un passo indietro” per trovare una candidatura unificante per l’intero centrodestra.

Una situazione speculare a quanto successo a sinistra, a dicembre, con l’autocandidatura di Vendola. Purtroppo per il Popolo delle Libertà, però, il centrodestra non prevede l’utilizzo delle primarie e, quindi, la soluzione del problema appare sempre più complicata.
Si chiude, infatti, anche l’ultimo spiraglio che la Poli Bortone aveva lasciato aperta ieri sera, quando aveva promesso di “pensare” all’offerta di Berlusconi.

Il premier è consapevole del fatto che né Rocco Palese né Stefano Dambruoso sono in grado di vantare il consenso personale che, nel corso degli anni, ha costruito la Poli Bortone nella regione, tanto da valere elettoralmente, secondo molti sondaggi, il 12-14%.
Tuttavia cedere all’ultimatum della senatrice vorrebbe dire scontentare gli ex di aenne e Raffaele Fitto, già candidato nel 2005, che voleva vedere sulla poltrona di governatore un suo uomo di fiducia.

“Io vado avanti. – ha aggiunto – No si può fare politica in questo modo. Sono a capo di un movimento Io Sud che crede nei valori del Mezzogiorno. Immaginavo che anche il Pdl volesse fare un accordo con l’Udc e con noi. […] Sono la candidata più forte per battere Vendola. A meno che non sia il ministro Fitto che voglia candidarsi…“.

Per evitare una frantumazione che aumenterebbe esponenzialmente le possibilità di vittoria di Nichi Vendola, il PdL dovrà decidere se convergere sulla Poli Bortone o far scendere in campo in prima persona, di nuovo, Raffaele Fitto, che, tuttavia, dovrebbe così lasciare il ministero per gli Affari Regionali e le Autonomie Locali, rimettendo in discussione tutti gli equilibri interni alla maggioranza, dove, presto, si dovrà trovare un posto anche a Galan, al suo ultimo mandato in Veneto.

Ancora una volta potrebbe essere l’Udc di Casini, fino all’altro ieri presunta carta vincente del Partito Democratico, a svolgere un ruolo decisivo.
Casini, infatti, potrebbe convincere il PdL a sostenere la Poli Bortone, che avrebbe l’appoggio dei centristi anche in caso di corsa solitaria, offrendo, in cambio, la riapertura della trattativa in Liguria, fino a ieri, l’Udc sembrava intenzionata a sostenere il candidato piddino Burlando.

Mattia Nesti.