Anno giudiziario: oggi niente protesta, domani si

Al via tra le polemiche il nuovo anno giudiziario la cui inaugurazione si terrà stamane nell’Aula Magna della Corte di Cassazione, a Roma. Tra i presenti il presidente della Suprema Corte, Vincenzo Carbone, che davanti al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e delle massime autorità dello Stato, esporrà la tradizionale relazione che fa il punto della situazione sullo stato della giustizia in Italia, in riferimento all’anno giudiziario appena conclusosi.

Dopo Vincenzo Carbone prenderà la parola il ministro della Giustizia Angelino Alfano, in questi giorni al centro delle polemiche per via degli aspri contrasti con l’Anm che aveva indetto per oggi una protesta contro i rappresentanti di governo, per manifestare il disagio e la disapprovazione della politica dell’esecutivo in materia di giustizia. Alla fine i magistrati fanno un passo indietro “per rispetto verso il Capo dello Stato”. Questo afferma il presidente della sezione del sindacato delle toghe presso la Suprema Corte Alfonso Amatucci. “Il fatto che i magistrati domani non abbandoneranno l’aula, – ha spiegato Amatucci – non va interpretato come non condivisione della linea adottata dagli organi rappresentativi centrali”. Tuttavia è stata confermata la protesta per domani quando l’anno giudiziario si aprirà nei 26 distretti di Corte d’appello. I magistrati hanno deciso che abbandoneranno le aule quando prenderanno la parola i rappresentanti dell’esecutivo.

Il ministro Alfano, ospite ieri sera a “Porta a Porta”, ha colto la palla al balzo e ha così commentato l’iniziativa dell’Anm: “Noi saremo comunque presenti all’inaugurazione dell’anno giudiziario, a farci contestare, anche con altri ministri e funzionari del ministero perché vogliamo inaugurare regolarmente l’anno giudiziario”. Il ministro ha poi aggiunto che l’anno giudiziario ”non si inaugura per i magistrati ma per i cittadini. Il gesto dell’Anm presume, invece, che ad essere festeggiati dovrebbero essere proprio i magistrati”. Secondo il Guardasigilli, la protesta prevista per sabato non è altro che un mero strumento di campagna elettorale “in vista delle elezioni nella primavera prossima del Csm”.

Daniele Vacca