Belluno: arrestata la coppia di rumeni che causò il suicidio di un disabile

La vergogna e il senso di colpa hanno vinto la sua fragilità mentale. L’aver concesso per troppa generosità 115mila euro del patrimonio di famiglia a due estranei, assecondando le loro mille richieste di aiuto, lo ha sconvolto. E lo ha indotto a togliersi la vita, lo scorso 16 ottobre. Ma martedì i due individui, romeni domiciliati a Bassano, sono stati tratti in arresto dai carabinieri di Feltre per circonvenzione di incapace.

Facciamo un passo indietro. È il 2002 quando Zlatu Micu e la moglie Lenuta Caldaras, entrambi pluripregiudicati per reati contro il patrimonio, bussano alla porta del feltrino, con disagi mentali, e con le scuse più varie gli chiedono dei prestiti. In questa prima battuta riescono a spillargli 35mila euro. L’uomo, mosso forse da qualche senso di colpa, si confida con la famiglia e decide di presentare querela per truffa. Ma i due malfattori, promettendogli di restituire il denaro, lo convincono ben presto a ritirarla. Fatto sta che alla fine, di ritorno, di euro ne arriveranno solo mille.

Passa il tempo e si arriva al 2009. “I due professionisti del crimine – come li definiscono i militari dell’Arma guidati dal capitano Antonio Cavalera – si ripresentano a casa dell’uomo. E tra febbraio e maggio, con nuove scuse, ricomincia lo stillicidio di richieste di soldi che alla fine ammonta a circa 80mila euro”. In totale, quindi, 115mila euro.

Ma l’uomo, che con le sue sottrazioni di denaro dal conto corrente e dai risparmi di famiglia ha creato dei problemi economici agli stessi parenti, comprende la gravità delle sue concessioni e si confida con i carabinieri che avviano un’indagine certosina. Purtroppo però il 16 ottobre, sopraffatto da una fortissima prostrazione, l’uomo decide di togliersi la vita lasciando un biglietto che fa risalire alla truffa la motivazione del suo gesto.

“Un epilogo – ha commentato Cavalera – che stringe il cuore”. I militari proseguono le loro ricerche fino a risalire ai coniugi Micu che a Bassano vivono con un alto tenore di vita, tra casa di pregio e belle auto, senza peraltro avere una vera e propria professione. Per i due, appunto martedì, scatta la custodia cautelare, firmata dal gip Aldo Giancotti, per circonvenzione d’incapace. Ma altri capi d’imputazione potrebbero essere inflitti a Micu e Caldaras dal pm Roberta Gallego: ad esempio truffa o morte come conseguenza di altro delitto. Infine, da parte del capitano Cavalera, un appello: “Chi riconoscesse nelle foto dei due coniugi gli autori di altri episodi criminosi è pregato di rivolgersi alle forze dell’ordine. Vengano messi da parte imbarazzo e timori a favore della denuncia di eventuali altri atti simili che fossero accaduti in provincia ma anche all’esterno visto che i due operavano tra Veneto e Friuli Venezia Giulia“.

Manuela Vegezio