Calcio-Juve: il prestigio smarrito

Bisogna ammetterlo. Se si chiede ad un tifoso juventino se sia contento per la scelta di Zaccheroni come nuovo allenatore della Juve c’è il forte rischio di linciaggio. Il perchè è presto spiegato: Zaccheroni vanta ben pochi titoli al suo attivo, è stato esonerato più volte e in diverse squadre ma soprattutto si è seduto sulle panchine delle acerrime rivali Milan ed Inter.

Il Zac insomma come approdo finale di un progetto mai di per se convincente, fatto di record in negativo abbattuti, scelte discutibili, infortuni a valanga a riprova anche della tanta sfortuna abbattutasi in quel di Vinovo.

Facendo qualche passo indietro, per la precisione al dopo Calciopoli, la Juve risaliva in serie A dopo un campionato cadetto dominato. Tante le promesse, a partire da quella di ritornare grandi entro 5 anni. Ebbene ne sono passati 4, ma della Juve superlativa di Platini e soci o di quella invincibile del primo Lippi non vi è traccia.

La piazza juventina è da sempre una delle più prestigiose al mondo. La storia l’hanno fatta i nomi di Sivori, Zoff , Scirea passando per Baggio e Del Piero fino a Zidane, Nedved e Ibra. La realtà? Poulsen, Grygera, Amauri, ombre di quelli che furono autentici campioni.E la lista sale se si pensa ai vari Almiron, Tiago, Mellberg
Gli interrogativi aumentano: per un Deschamps cacciato vi è un Ranieri ripudiato. Se si conta il miracolo di Parma e quello di Roma l’operato del tecnico romano non sembra così scarso.

Il problema semmai era la richiesta di Ranieri di cercare un sostituto all’altezza di Nedved contro la volontà della società di acquistare un nome altisonante in grado di risvegliare il tifo. Questo ha comportato un cambio nel modulo di gioco che ha fatto fatica ad attecchire nell’indole di una squadra votata da anni al 4-4-2 roccioso e muscolare. Per far questo forse era necessario una guida esperta e non Ferrara
Ed ora Zaccheroni e tanta incertezza. Di sicuro c’è solo il fatto che sono lontani i tempi delle coppe alzate al cielo per questa Juve ancora alla ricerca di se stessa.

Emanuele Zambon