Carlotta Fondelli, il gip rinvia la decisione sul processo al vigile che investì la ragazza

Carlotta Fondelli era una bellissima ragazza di Firenze, che la notte del 14 Luglio si trovò ad attraversare con un motorino assieme al suo ragazzo l’incrocio di viale Amendola, mentre sopraggiungeva un’auto in borghese dei vigili urbani, che attraversava la strada con il semaforo rosso, azionando, secondo alcuni testimoni, la sirena di segnalazione una sola volta.
Inevitabile e fortissimo l’impatto che strappò per sempre la vita di Carlotta. Da allora, la sorella gemella Flavia, la famiglia, gli amici e tanti fiorentini, si sono uniti in un solo accorato appello: si faccia chiarezza e chi a sbagliato paghi. Al nome di Carlotta Fondelli è dedicata una associazione che nella sua pagina facebook è arrivata a contare oltre 25000 membri. Proprio attraverso le pagine del social network, gli amici di Carlotta e i tanti che chiedono verità, su iniziativa della sorella gemella, si sono ritrovati ieri nella piazza antistante al Tribunale del capoluogo toscano, per assistere all’udienza preliminare in cui il gip dovrà pronunciarsi sulla richiesta di processo a carico di Francesco Battipiede, l’agente della polizia municipale che travolse Carlotta e il suo fidanzato.

Invece nulla. “Solo scartoffie e firme ma ancora nulla” ha dichiarato il padre della ragazza investita. L’udienza infatti è stata rinviata al 18 marzo. Eppure ieri in molti ci avevano sperato. Nella piazza campeggaiva lo striscione “Sei sempre nei nostri cuori/Uniti per Carlotta”, segno tangibile che per molte persone la vicenda è ancora una ferita aperta.

Quella notte del 14 luglio, la ragazza e il suo fidanzato volevano raggiungere un chiosco, quando furono colpiti dallo scontro con l’auto dei vigili. Carlotta fu sbalzata per circa dieci metri e nel giro di poche ore chiuse per sempre gli occhi. Il vigile che guidava la Punto senza insegne si è sempre difeso sottolineando di aver rallentato al passaggio dall’incrocio. Ma la distanza a cui Carlotta è stata scaraventata e il fatto che la sirenza sarebbe stata azionata una sola volta, ha sempre lasciato aperti dubbi e interrogativi.

Quella notte Carlotta andava a mangiare un gelato. Quella notte un’auto dei vigili sfrecciava a 100 km per portare una prostituta al comando per le operazioni di identificazione, senza fermarsi al rosso.

Enzo Lecci