Caso Cosentino: il Tg1 non dà la notizia. Polemico il Pd

Augusto Minzolini, direttore del Tg1

Spulciando il web questa sera non ci si può non imbattere nella notizia della conferma da parte della Cassazione della legittimità dell’ordinanza d’arresto per il sottosegretario all’ Economia, Nicola Cosentino. Gli unici sbadati sono i giornalisti di una testata storica e prestigiosa come il Tg1, diretto da Augusto Minzolini, che nell’edizione delle ore 20 si sono scordati di segnalare la notizia. Una dimenticanza che ha scatenato, a ragione, l’ira del Partito Democratico. Portavoce delle proteste è l’ex Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni: “Questa sera i telespettatori del telegiornale più importante del servizio pubblico hanno potuto sentire le voci del presidente del Consiglio, dei ministri Maroni, Alfano, Sacconi e Ronchi, del candidato alla presidenza del Piemonte Cota, leghista, ma non una sola voce del Pd. Al Tg1 hanno saputo del ‘complotto’ pugliese ai danni di Berlusconi, dell’archiviazione dell’inchiesta a carico del ministro Prestigiacomo, ma non hanno saputo che la Cassazione ha confermato la legittimità della richiesta d’arresto per reati di camorra nei confronti del sottosegretario Nicola Cosentino”. Secondo Vincenzo Vita, membro della Commissione Vigilanza Rai: “E’ un obbrobrio assistere alla degenerazione del Tg1. Quella che è stata una grande testata, oggi è solo l’avamposto della curva ultrà del presidente del Consiglio. Naturalmente non mi riferisco a chi lavora nella testata, ma alla direzione”. Per Michele Meta, deputato del Pd, il silenzio su Cosentino “è un’omissione molto sospetta”.

Dal Pdl arriva la “difesa d’ufficio” di Gaetano Quagliariello: “Non si alimenti la cultura del sospetto. Si può anche dissentire dalle idee del direttore del Tg1, ma, vista la sua storia professionale, non si può certo accusarlo di voler coprire una notizia. Se si scorrono i dati delle presenze di questo mese sul Tg1, si scoprirà che Bersani è il politico più presente in video”. Una replica arriva anche dalla segreteria di redazione del tg della prima rete: “Le interviste realizzate nell’ultimo mese sono in perfetta par condicio ed è inaccettabile il pregiudizio di certa politica”.

Miro Santoro