Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Circolare del PdL: tutti presenti in aula per salvare Berlusconi dai processi

Circolare del PdL: tutti presenti in aula per salvare Berlusconi dai processi

Il blogger “San Precario”, uno dei fondatori del gruppo facebookiano “No Berlusconi Day” da cui scaturì l’imponente manifestazione del 5 dicembre scorso, ha pubblicato oggi una circolare di ieri del Popolo delle Libertà che, di fatto, invita tutti i parlamentari della maggioranza ad essere sempre presenti in aula per evitare “sorprese” durante l’approvazione della legge sul legittimo impedimento, fondamentale affinché Berlusconi possa difendersi, ad esempio, dal processo Mediatrade.

“Caro collega, – si legge nel documento – da martedì prossimo 2 febbraio a partire dalle 10 voteremo la legge sul legittimo impedimento. Non serve ricordarti l’importanza che questo appuntamento ha per il Pdl, il Presidente del Consiglio e il Governo, e ti preghiamo pertanto di garantire la presenza per tutta la prossima settimana senza eccezioni alcuna”.
La missiva, su carta bollata della Camera dei Deputati, è firmata da Fabrizio Cicchito, presidente del gruppo parlamentare PdL, e da Italo Bocchino, vicepresidente.

Un invito a “serrare i ranghi” che ben fa capire quanto sia importante, per Berlusconi, l’approvazione di questa norma, potendo poi concentrarsi sulle elezioni regionali senza rischiare di dover comparire in aula per fronteggiare i processi in corso.

Anche perché è di nuovo in forse il sostegno dell’Unione di Centro di Casini al provvedimento, in seguito alla palesata intenzione del PdL di inserire all’interno del testo alcune norme “ad familiam”, per tutelare dai processi non solo il Presidente del Consiglio ma anche Confalonieri e il figlio Piersilvio, anche lui coinvolto nel caso Mediatrade.

“Se fanno i furbi – aveva detto Vietti (Udc), autore dell’originale testo della legge sul legittimo impedimento – e pensano di far passare un tir sul ponte tibetano, il ponte crolla e tanti saluti”.
Il testo finale, però, anche a causa dei dubbi tacitamente espressi dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, potrebbe escludere sia le norme “ad familiam” sia i paragrafi che garantirebbero la difesa dai processi anche ai ministri del Governo.
Secondo il “Messaggero”, infatti, fonti interne al PdL avrebbero spiegato che “non è fondamentale”.

L’unica cosa fondamentale, si sa, è salvare Berlusconi.

Mattia Nesti