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Finmeccanica: il 2010 sarà più difficile di quanto previsto

Piazza Affari sembrerebbe non aver accolto bene le notizie provenienti da casa Finmeccanica, che ieri aveva reso noto i dati relativi al consolidato 2009 e alle previsioni per il 2010. Per l’anno appena chiuso la holding italiana della difesa aveva comunicato ricavi tra 17,9 e 18,3 miliardi, al di sopra della precedente stima compresa tra 17,1 e 17,7 miliardi. Per il 2010 invece i ricavi dovrebbero essere compresi tra i 17,8 e i 18,6 miliardi. Un dato che farebbe prospettare una sorta di conferma, o di timido miglioramento rispetto all’anno precedente. Il 2010 quindi, come ha sostenuto il direttore congenerale Alessandro Pansa, confermerebbe le gravi difficoltà del mercato. Per vedere un pò di luce bisognerà quindi attendere il 2011 quando Finmeccanica tornerà “ai profitti degli anni precedenti alla crisi”.

Il fatto che i ricavi previsti per il 2010 siano sostenzialmente invariati rsipetto all’anno appena concluso, sarebbe dovuto ai costi di Breda e al tasso di cambio.
Ma un certo peso lo avrebbero anche i tagli agli ordinativi da parte del mercato occidentale, con riferimento sopratutto agli Stati Uniti, alla Gran Bretagna e alla stessa Italia. Di contro, per l’anno in corso, il condirettore di Finmeccanica ha prospettato nuovi ordini dall’Asia, dal Brasile, dal Nord Africa e dal Medio oriente, dove proprio recentemente Finmeccanica ha dichiarato di essere fiduciosa per lo sblocco delle trattative con Emirates per gli addestratori M346.

Le stime per il 2010 avranno dei contraccolpi anche sull’occupazione, visto e considerato che dinanzi alla previsione di alcuni periodi di stop produttivo, Pansa ha annunciato il ricorso alla cassa integrazione per 1500 lavoratori dell’Aeronautica.

La holding italiana opera nel segmento di mercato degli aerei, dello spazio, dei sistemi elettronici per la difesa, degli elicotteri, delle energia/trasporti e dei sistemi integrati, con alcuni marchi molto celebri. Attualmente la sua forza lavoro è pari a 74329 dipendenti, in gran parte concentrati in Europa e sopratutto in Italia dove le unità della holding sono oltre 43.000.

Enzo Lecci