Guerra economica fra Usa e Iran

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:23

Il Senato degli Stati Uniti ha approvato ieri sera un disegno di legge che prevede delle pesanti sanzioni a carico dell’Iran, riguardanti l’importazione del petrolio. Il Paese arabo, infatti, nonostante sia uno dei massimi distributori mondiali di petrolio, non ha al suo interno risorse sufficienti per raffinarlo, cosa che fanno, invece, le industrie estere.

Lo scopo politico della inaspettata manovra strategica sarebbe quello di mettere il regime islamico di fronte alla scelta obbligata di rispettare gli accordi internazionali, ed in particolare i propri obblighi, in merito al programma nucleare.

In realtà, si tratta di sanzioni già esistenti, modificate da una sensibile impennata provocata ora dal nuovo progetto di legge. Vengono infatti introdotte, oltre all’aumento delle vecchie tassazioni, anche nuove misure particolari ad aggravare in sfavore dell’Iran le spese preesistenti.

Ma vediamo nel particolare quali sono i cambiamenti introdotti dalla nuova legge, per tentare una analisi ed un pronostico che ci faccia avere un’idea delle future conseguenze politiche ed economiche che a livello internazionale avrà la nuova legge, di sicuro portatrice di risvolti a brave e lungo termine tutti ancora da definire, ma che non tarderanno a venire a manifestazione sulla scena dei rapporti intergovernativi, speriamo a livello unicamente diplomatico.

Vengono, in sostanza, prese di mira le compagnie che hanno a che fare commercialmente con la nazione araba. Tutti i grandi e più piccoli colossi industriali internazionali che attualmente ed in futuro riforniranno l’Iran di derivati del petrolio raffinati, vedranno sanzionare energicamente i loro interessi nell’affare. Così anche le industrie che esportano carburanti di origine petrolifera in genere, e quelle che producono mezzi, tecnologie e strumenti di miglioramento delle tecniche di raffinazione. E’ prevista inoltre la sospensione di prestiti e di altri tipi di assistenza da parte delle istituzioni finanziarie americane alle compagnie che esportano combustibile in Iran, o che gli forniscono qualunque tipo di assistenza in merito. Penalizzate onerosamente anche le compagnie che costruiscono oleodotti e gasdotti, quelle che forniscono l’uso delle loro petroliere. Previsto dalla nuova legge anche il divieto per il governo americano di acquistare beni da compagnie straniere del settore energetico che investono in Iran. A tutto questo si aggiunge e un appello volto a far congelare i beni iraniani presenti sul territorio degli USA.

Il progetto di legge si trova a quanto pare, allo stato attuale delle cose, già abbastanza inoltrato nell’iter della Giustizia. La Camera dei rappresentanti ha infatti già votato in favore di una prima bozza dei provvedimenti, già riuniti in una provvisoria legge. Si riuniranno a breve le due Camere in seduta congiunta, per determinare un comune testo definitivo, ed approvarlo.

E’ guerra su vari fronti diplomatici, insomma. Gli Stati Uniti stanno infatti anche facendo pressione alle Nazioni Unite perché rafforzino per parte loro le sanzioni imposte a Teheran.

Sandra Korshenrich

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