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Inaugurazione anno giudiziario: Berlusconi ci ride un pò su

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In attesa dell’arrivo del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, alla cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, decide di ritagliarsi un angolo di “comicità” tra ospiti eccellenti.

Alla presenza del vice presidente del Csm, Nicola Mancino, dei presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e di vari esponenti della magistratura, il premiere recita una barzelletta (sul tema giudiziario), scompigliando galatei e protocolli.

Ecco il contenuto della goliardica “storiella” riferita dal premier: “Dio è molto preoccupato della situazione sulla terra e decide di rimandare giù Gesù per rimettere le cose a posto. Dopo 33 anni si aspetta che il figlio ritorni in Paradiso, ma niente. Passano 40, 60, 80 anni: niente. Poi, cent’anni dopo, sente bussare alla porta, apre e trova un uomo anziano con la barba lunga bianca che gli dice Papà. Gesù – gli risponde Dio – ma che fine avevi fatto, ti aspetto qui da più di 60 anni. E Gesù risponde: Papà, sulla terra è tutto cambiato: ora c’è la democrazia, ci sono le tecnologie e poi hanno abolito la pena di morte e a me… hanno dato l’ergastolo“.

Un siparietto scherzoso che forse il premier ha voluto allestire per stemperare le tensioni con la magistratura, ma che potrebbe trasformarsi in un boomerang insidioso, in una nuova “gaffe” istituzionale. Il presidente del Consiglio confida nell’humor dei magitrati italiani. La giustizia? Roba da riderci un pò su.

Maria Saporito