Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Cronaca: Ultime Notizie di Cronaca L’insonnia mette in pericolo il cervello

L’insonnia mette in pericolo il cervello

Vi sono molte persone che dispongono di una grande fortuna, ovvero quella di riuscire a dormire ininterrottamente per ore ed ore, senza venir disturbati da niente e nessuno. Però non per tutti risulta facile e “meccanico” dormire, c’è chi purtroppo trascorre la notte in attesa che torni giorno, con occhi spalancati puntati sul soffitto, nel disperato tentativo di ricorrere a rimedi inutili, come per esempio il contare le pecore, un “gioco” che forse funzionava da bambini, ma una volta adulti ha davvero una scarsa possibilità di buona riuscita.
Dormire poco però non è una cosa molto gioviale per la nostra salute, anzi, mette a rischio il nostro cervello e la materia grigia, ciò colpisce quindi la memoria, l’attenzione, il pensiero, il linguaggio e la consapevolezza.
Quindi sarebbe tutta una catena, l’insonnia causa lo stress cronico e la depressione, tali disturbi causano quanto riportato sopra.

A diffondere la notizia sono stati i ricercatori olandesi del gruppo Eus van Someren dell’Istituto di Neuroscienze; per riuscire a valutare il volume del cervello nelle persone affette da insonnia cronica, i ricercatori hanno usato una tecnica speciale chiamata “voxel-based morphometry” che ha permesso loro di scoprire che le persone insonni hanno una minore densità di materia grigia nelle regioni del cervello connesse alla condizione di riposo e alle aree del piacere.
Ciò che ha creato preoccupazione è stato proprio la scoperta legata alla minor densità che va a colpire le aree del piacere, ciò può influire negativamente nel riconoscere una situazione di comfort che predispone all’addormentarsi, cosa pericolosa che comporta anche una forte complicanza delle cose.
“L’insonnia è una caratteristica comune a quasi tutte le condizione psichiatriche. Un sintomo comune di disturbi psichiatrici o alti livelli di stress nella vita quotidiana, in generale”
, spiegano i ricercatori.

Alessandra Battistini