Polverini: un logo da dimenticare

Renata Polverini non ne azzecca una, il nuovo problema arriva dalla scelta del simbolo per la campagna elettorale. Ad infuriarsi è Sinistra ecologia e libertà, il paritio di Nichi Vendola, che denuncia una somiglianza troppo forte tra il proprio logo e quello scelto, successivamente, dalla candidata alla regione Lazio. A colpire è la scelta del rosso come colore dominante e il tricolore al posto dell’arcobaleno.

“Sui muri della città di Roma sono affissi manifesti con il simbolo – su fondo rosso – della lista Polverini presidente. Contemporaneamente sulle agenzie di stampa e sui siti online viene messo in risalto il fatto che alla Polverini piace il rosso. Evidentemente, dopo i primi giorni, di campagna  lettorale la Polverini è in affanno: dopo le sue innumerevoli gaffes e l’imbarazzo per i suoi sostenitori ‘neri’ è comprensibile che ora voglia confondere i cittadini del Lazio”, così commentano Loredana De Petris, Angelo Fredda, Marco Furfaro e Giancarlo Torricelli del coordinamento laziale di Sinistra ecologia Libertà e aggiungono “sappia però la Polverini che non permetteremo nè abusi nè plagi, ecco perchè ci tuteleremo in tutte le opportune sedi”.

La Polverini fa orecchie da mercante, sostenendo che il rosso è un colore deciso e che le piace, che rispecchia il suo carattere. Sui cartelloni saranno presenti alcune parole chiave come lavoro, famiglia, salute, futuro e su ognuno di essi campeggerà la parole “sicuaramente, che, dice la candidata Pdl rappresenta un tratto del mio carattere, la testardaggine, è il mio modo per dire che voglio mettermi d’impegno per i cittadini del Lazio.

Sicurezza (di farla franca), la stessa che le ha permesso di evadere i 19 mila euro all’erario (vedi faccenda appartamenti non dichiarato al fisco) e testardaggine, con la quale querela Il Fatto quotidiano per aver scalzato la sicurezza di cui sopra.

Sarebbe stato interessante, per concludere, se l’altra sera a Ballarò Floris le avesse rivolto qualche domanda prorpio sulla vicenda dell’evasione. Probabilmente gli animi si sarebbero scaldati e sul viso della Polverini si sarebbe acceso un bel “rosso imbarazzo”.

Simone Cruso