Tavolo Fiat, Scajola: sette proposte per Termini Imerese

Al via questo pomeriggio l’atteso tavolo sulla Fiat che coinvolge rappresentanti del governo, dello stabilimento torinese e delle organizzazioni sindacali. Al ministero dello Sviluppo economico, il responsabile Claudio Scajola ha accolto – insieme al sottosegretario al Lavoro, Pasquale Viespoli –  l’addetto alle Relazioni esterne del Lingotto, Ernesto Auci, il governatore della Sicilia, Raffaele Lombrado, il presidente degli industriali siciliani, Ivan Lo Bello e i segretari nazionali di Cgil Cisl e Uil.

Un incontro carico di aspettative soprattutto per i lavoratori dello stabilimento di Termini Imerese ai quali è stata confermata la volontà, da parte della Fiat, di interrompere entro il 2011 la produzione di automobili. Le trattative tenteranno di risolvere anche il nodo che riguarda i 18 lavoratori dell’indotto della fabbrica siciliana che da giorni si trovano sul tetto dello stabilimento per protestare contro la decisione dell’azenda di sospendere il rapporto di lavoro, venendo meno al contratto sancito con i dipendenti.

“Per Termini – ha detto il ministro Scajola nel corso dell’incontro in Via Veneto – abbiamo sette proposte delle quali stiamo valutando l’effettiva consistenza prima di portarle a questo tavolo. Da Fiat ci aspettiamo risposte sulle prospettive industriali di tutti gli stabilimenti. Il governo auspica che a Termini rimanga la produzione legata all’auto”.

“Occorre uno sforzo comune tra tutti i soggetti – ha rimarcato Scajola – perché si realizzino gli obiettivi di non perdere occupazione e produzione a Termini Imerese. Fiat è un asset fondamentale per il Paese e il governo intende agevolarne l’attività”. Ma, ha precisato il ministro, lo stesso governo ha considerato “inopportuna” la decisione del Lingotto di fermare per due settimane la produzione negli stabilimenti.

Aperture, infine, sul fronte degli aiuti pubblici: “Il governo – ha concluso Scajola – vuole accompagnare il percorso degli incentivi con il contributo delle forze sociali per tornare presto a condizioni di mercato”.

Meno accomodanti le posizioni dei sindacati, con Guglielmo Epifani che ha rimproverato alla Fiat una certa “irresponsabilità” nella gestione della crisi occupazionali in alcuni siti. “La decisione di mettere in cassa integrazione 30 mila lavoratori – ha detto il leader di Cgil – contrasta con l’andamento positivo dei conti, ottenuto anche grazie agli incentivi pubblici concessi dallo Stato. Bisogna esplorare tutte le possibilità per continuare a produrre auto a Termini Imerese e non considerare definitiva la scelta di Fiat di abbandonare lo stabilimento siciliano”.

Sulla stessa linea anche l’intervento di Raffaele Bonanni, segretario della Cisl che, però, è apparso meno rigido sulla possibilità di “riconvertire” lo stabilimento siciliano. “La Fiat – ha detto – non può lasciare per strada nessuno, ancora di più se vuole gli incentivi, cioè soldi dei contribuenti. Termini Imerese – ha aggiunto – deve mantenere le produzioni, deve essere mantenuto in vita, poi si vede con quali produzioni“. Una indefinitezza, quella ipotizzata da Bonanni, che non piace affatto al governatore della Sicilia, Raffaele Lombrado che ha così ribattuto: “La Regione siciliana non accetterà mai che i lavoratori dello stabilimento di Termini Imerese siano adibiti a venditori di stoviglie e lampadine”.

In assenza dell’amministratore delegato, Sergio Marchionne, è stato il responsabile delle Relazioni esterne di Fiat, Ernesto Auci a illustrare ai presenti la posizione del gruppo: “Fiat non è un’azienda assistita: sugli incentivi per il 2010 – ha precisato Auci – il governo è totalmente libero di decidere per il bene del Paese. Su Termini Imerese siamo pronti ad aiutare e sostenere le proposte di riconversione da parte della Regione Sicilia per mantenere in vita l’occupazione anche quando – ha concluso Auci – la produzione cesserà”.

Il ministro Scajola nel corso dell’incontro ha quindi annunciato la convocazione di un nuovo tavolo tecnico previsto per il prossimo 5  febbraio che anticiperà di qualche giorno il Consiglio europeo dell’Industria. Il vertice internazionale si svolgerà in Spagna, a San Sebastian, l’8 e il 9 febbario e affronterà il tema delicato degli aiuti pubblici al settore delle auto. Un argomento che il responsabile dello Sviluppo economico conosce bene e che rappresenta uno dei nodi principali delle difficili contrattazioni col gruppo torinese.

Maria Saporito