Anno giudiziario, oggi le toghe protestano nelle Corti di Appello

E’ prevista per oggi la protesta organizzata dall’Anm (Associazione nazionale magistrati) che vuole esprimere la propria disapprovazione nei confronti delle ultime manovre d’intervento prospettate dal governo in materia di Giustizia. In occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, celebrato ieri in Cassazione, il sindacato dei giudici aveva, infatti, deciso di rimandare alla giornata di oggi l’avvio della protesta, in segno di rispetto per le alte cariche dello Stato intervenute.

Oggi tocca alle 26 sedi di Corti di Appello che faranno da scenario alla mobilitazione della magistratura, eccezioni fatte per L’Aquila (dove sarà presente il guardasigilli Alfano) e Reggio Calabria (dove interverrà il presidente del Senato, Renato Schifani). I giudici presenti nelle restanti sedi hanno, invece, deciso e coordinato di allontanarsi dalle aule, imbracciando una copia della Costituzione, durante l’intervento del rappresentante del governo.

“Il nostro – ha detto Luca Palamara, presidente dell’Anm – è un gesto che vuole esprimere in modo composto il forte disagio della magistratura per le mancate riforme del sistema Giustizia”. Gli fa eco Antonino Di Matteo, presidente dell’Anm di Palermo: “La nostra – ha spiegato – non è una protesta a difesa della categoria dei magistrati, ma per testimoniare la fortissima preoccupazione che riguarda gli attachi ai principi costituzionali fondamentali e le garanzie dei cittadini di avere una giustizia uguale per tutti”.

“Il cosidetto processo breve – ha prosegiuto Di Matteo – comporterà soltanto l’estinzione di molti processi anche importanti, mentre in realtà non si fa nulla per accellerare con riforme concrete i tempi della giustizia”.

Non solo. Tra le preoccupazioni dei giudici italiani, c’è anche la grave carenza di organico che rallenta il ritmo della Giustizia nel nostro Paese, compromettendone il buon funzionamento. La situazione di Palermo è, ancora una volta, oltremodo preoccupante: un organico ridotto all’osso (su 472 magistrati previsti nella carta ne mancano 125) e più di 100 mila procedimenti penali in fase di indagini preliminari.

A incoraggiare la mobilitazione dei giudici, anche i rapporti tesi con il governo presieduto da Silvio Berlusconi che ha più volte ribadito la propria “ritrosia” nei confronti di certa magistratura (le cosidette “toghe rosse”), additandola come il motore di complotti e macchinazioni orditi ai suoi danni.

Gli ultimi aggiornamenti riferiscono, comunque, di un‘adesione non totale alla protesta organizzata dall’Anm. Sia nella sede di Messina che i n quella di Catanzaro, infatti, i magistrati avrebbero deciso di rimanere in aula durante l’intervento del rappresentante di governo (Santi Consolo a Messina e Serenella Pesarini a Catanzaro). L’Anm messinese ha, inoltre, annunciato la convocazione di una conferenza stampa – subito dopo la cerimonia d’inaugurazioone – per illustrare la propria posizione.

Maria Saporito