Beppe Grillo intervista Ingroia: “la morte breve del processo”

Beppe Grillo, proprio nei giorni in cui l’Associazione Nazionale Magistrati ha messo in atto numerose proteste contro l’approvazione del cosiddetto “processo breve”, ha pubblicato sul suo blog un video in cui viene intervistato Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo.
Ingroia, che segue anche le indagini relative alle rivelazioni di Ciancimino, è stato recentemente minacciato di morte dalla mafia insieme ad alcuni colleghi: Sergio Lari, Gaetano Paci, Nico Gozzo e Giovanbattista Tona.

La legge sul processo breve “andrebbe ribattezzata – dice il magistrato nel corso dell’intervista – come la legge della “morte breve del processo […] I magistrati, con buona pace del ministro Brunetta, lavorano la mattina, il pomeriggio e talvolta anche la sera e la notte, ma naturalmente i magistrati da soli non possono fare le udienze e, senza personale di cancelleria e di segreteria, non si possono fare udienze, non ci sono fondi per lo straordinario da pagare per il personale e le udienze di pomeriggio non si possono fare”.

“Il risultato – ha aggiunto, a proposito della legge sulle intercettazioni – è che si allargherà, se passa la legge sulle intercettazioni l’area dell’impunità soprattutto per una certa categoria di italiani privilegiati, all’interno di una casta, facenti parte di un pezzo di classe dirigente che, in Italia, spesso ha commesso reati e sempre ha cercato l’impunità e l’autoassoluzione”.

Beppe Grillo, attualmente impegnato in un tour europeo che ha cominciato due giorni fa all’arena O2 di Londra, ha voluto anche lanciare, attraverso Youtube, la campagna “adottiamo un magistrato”, per evitare che un velo di silenzio faccia dimenticare all’opinione pubblica l’esistenza di magistrati come Ingroia che rischiano la vita ogni giorno.

Per il video completo dell’intervista clicca qui.

Mattia Nesti