Bertolaso: sono grato al premier ma deciderà Napolitano

Guido Bertolaso, l’infaticabile uomo delle emergenze nazionali, è davvero uno dei protagonisti della scena pubblica del momento. Intervenuto oggi a Firenze, in occasione della cerimonia di consegna del Gonfalone d’argento da parte del Consiglio regionale della Toscana, il capo della Protezione civile ha difeso a spada tratta l’operato dell’organizzazione da lui guidata.

In riferimento alle accuse, più volte mosse da soggetti differenti, riguardanti una sorta di “iperattività” della Protezione civile, Bertolaso non ha faticato a fornire una risposta. “Si dice sempre – ha affermato – che la Protezione Civile fa troppe cose, che probabilmente è anche vero, ma le fa perché si sostituisce ad altre realtà che, per una ragione o per un’altra, non riescono con i tempi che i cittadini vogliono, a realizzare gli interventi che sarebbero di loro competenza”.

“Nel nostro Paese – ha continuato il capo della Protezione civile – parlare di una realtà unita e coesa che è finalizzata a fare il meglio per tutti evidentemente è ancora uno sport poco diffuso. Noi invece siamo convinti, e lo abbiamo dimostrato anche in Abruzzo, che quando facciamo squadra, e mettiamo da parte posizioni politiche, appartenenze istituzionali, idee e discipline diverse, e facciamo invece squadra con le risorse migliori – ha continuato Bertolaso – il mondo si stupisce e ci riconosce una grande capacità di intervento che altri non sono stati in grado di dimostrare”.

Dopo aver commentato positivamente l’operato svolto dai suoi uomini all’indomani delle alluvioni che hanno “martoriato” la Toscana, Bertolaso si è quindi concesso alle inevitabili considerazioni sull‘argomento del giorno: quello che riguarda, cioè, le ultime esternazioni del premier su una sua probabile nomina a ministro. “Sono grato a Silvio Berlusconi – ha commentato – per le parole spese nei miei riguardi. Evidentemente chi pensava che sarei stato degradato per vicende internazionali (il pasticcio con la Clinton per le polemiche sugli interventi coordinati ad Haiti, ndr) ci sarà rimasto male. Comunque sappiamo che poi le nomine non le fa il primo ministro – ha concluso Bertolaso – le fa il capo dello Stato: bisognerà vedere cosa ne pensa il nostro presidente della Repubblica”.

L’uomo delle emergenze non si fa illusioni, la “fantanomina” caldeggiata da Berlusconi potrebbe rimanere per lui solo una “calamità” mediatica.

Maria Saporito