Cinture: il conducente deve obbligare i passeggeri a metterle, ma come?

Il problema delle cinture di sicurezza periodicamente torna alla ribalta delle cronache: la Cassazione ha recentemente confermato una condanna per omicidio colposo ai danni di un 26enne che non aveva fatto indossare le cinture ad un passeggero, morto a causa di un incidente.

I sistemi di ritenuta personale sulle auto, come le cinture di sicurezza, sono un tarlo per la popolazione italiana. In passato infatti difficilmente si vedeva qualcuno indossarle, “eravamo abituati così” si potrebbe dire. La situazione negli ultimi anni è migliorata molto, un po’ grazie alla pressione esercitata dalle leggi e dalle forze dell’ordine, che hanno di gran lunga intensificato i controlli,un po’ perchè in tempi ancora più recenti la tecnologia ha permesso alle case automobilistiche di utilizzare dispositivi sonori e luminosi atti ad avvisare il conducente ed in generale chi è sull’auto in quel momento, del mancato allacciamento delle cinture.

Il problema però è più complesso; rendere responsabile il conducente rispetto al fatto che i passeggeri indossino o meno le cinture di sicurezza potrebbe anche sembrare una sorta di scappatoia, uno scaricarsi la responsabilità da parte delle istituzioni; in caso infatti di incidente mortale, o comunque con feriti causati dal mancato utilizzo del sistema di ritenuta, niente sarebbe più imputabile alle forze dell’ordine, ma la responsabilità ricadrebbe appunto esclusivamente sul conducente.

La questione è  paradossale per varie ragioni. Le sentenze della Cassazione “fanno legge”, ma in questo caso la legge c’era già e la stessa andava (e va) nella stessa direzione della sentenza. Quindi non c’è nessuna novità, da quel che si può dedurre. Il conducente può chiaramente rifiutarsi di trasportare il passeggero, anche questo c’è nella legge in vigore, ma la norma è poco applicabile. Bisogna pensare a come tra due amici, uno potrebbe lasciare giù l’altro, pur che questo si metta a fare “i capricci” per non indossare la cintura. Inoltre non c’è bisogno di una legge per stabilire chi “io” possa portare sulla mia macchina. Poi bisogna anche tenere presente che, anche se si dovrebbe, non è possibile che tutti siano sempre attenti in senso assoluto al problema cinture (come ai restanti problemi della vita, del resto), per qualche chilometro magari, la cosa può sfuggire. Con queste argomentazioni non si vuol certo sostenere il concetto “andate pure in giro senza cintura”, ci si limita altresì ad analizzare la pratica delle cose, che è purtroppo spesso diversa da ciò che la legge impone.

Per quanto riguarda le forze dell’ordine, ha poco senso attribuire la responsabilità esclusivamente al conducente, perchè, con tutto l’impegno e la bravura che ci possono mettere, è materialmente impossibile fermare tutte le auto non in regola, anche solo per la questione “cinture di sicurezza”, quindi niente è imputabile a loro, a prescindere da a chi viene attribuita la responsabilità.

In ultimo sarebbe opportuno distinguere tra minorenni e maggiorenni; se un bimbo non indossa la cintura è chiaro che è responsabile l’adulto a lui più vicino e nel caso “auotmobilisitco” è sicuramente il conducente che deve imporre al bambino di viaggiare in sicurezza. Ma un maggiorenne, è tale anche di fronte alla legge ed ha quindi determinate responsabilità. E’ pensabile che non si possa quindi attribuire ad un altro la colpa di una persona che dovrebbe essere in grado di capire che sta sbagliando, solo perchè, magari, questo “altro” è stato più gentile e si è offerto di prendere la macchina quella sera, o quel giorno.

Angelo Sanna