Digitale terrestre, oltre il danno la beffa?

Oggi scade il termine per il pagamento del Canone TV e Antonio Orazzo, presidente dell’Università dele tre età della sede di Castellammare di Stabia, ha deciso di scrivere ai massimi vertici politici nazionali come al Presidente della Repubblica Napolitano, ai Ministri Scajola e Prestigiacomo ed al Dorettore di Repubblica.

Da quarantadue anni pago l’abbonamento alla TV, ma oggi ho detto basta! Non per i programmi che la RAI ci propina sempre più scadenti e deprimenti, ma perché dal momento in cui è entrato in vigore il digitale terrestre i programmi RAI, principalmente, non si riescono a vedere mentre gli altri si vedono parzialmente. Da un sondaggio effettuato circa l’83% dei Campani si lamenta del come appaiono attualmente le immagini televisive. Con la sperimentazione del digitale terrestre in Campania è continuata la “piemontesizzazione” iniziata nel 1860.

In Campania si sono venduti oltre 5.400.000 decoders con un danno finanziario per le famiglie di oltre 162 miliardi di euro già sborsati e con un aggravio annuale di 59.400.000 di euro ed un danno ambientale di 907.200.000 mg. di anidride carbonica.  Perché questi aggravi di spesa e questi danni ambientali? I decoders rimangono sempre accesi in standby non avendo un pulsante per spegnerli.

Da quel fatidico giorno non accendo più la TV, preferisco leggere e le notizie al mattino le leggo sul quotidiano “la
Repubblica
“. Oggi ho provato per l’ennesima volta a sintonizzare la mia tv, ma senza raggiungere il risultato da me
auspicato. Chiedo di conoscere quando finiranno gli esperimenti del digitale terrestre visto che nelle Regioni del Nord avete rimandato di oltre un anno l’applicazione del digitale, ma sono certo che non si farà più visto come funziona in Campania.

Riccardo Basile