Dimissioni? No grazie, aggiornamenti sul caso Cosentino

La Cassazione si è pronunciata in modo chiaro riguardo alla situazione del  sottosegretario Nicola Cosentino, confermando l’ordine di arresto. Ma si sa, in Italia la divisione dei poteri fa quoziente e i resti che se ne ricavano offrono la cifra della loro disparità. Se la Cassazione si pronuncia in maniera tanto chiara come nel caso Cosentino, nel nostro Paese, il Governo può tranquillamente decidere di infischiarsene, non imponendo le dimissioni al diretto interessato.

Berlusconi, infatti, decide che non c’è alcun bisogno di imporre a Cosentino di abbandonare i suoi incarichi, del resto è un atto di coerenza, per chi ha definito Mangano un eroe, lasciare al suo posto un individuo che presumibilmente è un “amico della camorra” e che dovrebbe stare in galera. Certo, considerando il Consiglio dei ministri di Reggio Calabria e la dichiarazione della lotta a tutte le mafie, la decisione del Cavaliere appare stonata, ma tant’è.

Di fronte a questa situazione, Bersani dal programma Anno zero ha fermamante chiesto le dimissioni di Cosentino, dopo aver presentato assieme all’Italia dei valori una mozione di sfiducia per il sottosegretario all’Economia, nel lontano novembre, ricevendo responso negativo dalla Camera.

Cosentino ha degli incarichi molto delicati, che ne dovrebbero accelerare le dimissioni, come i contributi alle imprese radiotelevisive e le sedute del comitato che decide lapolitica economica, il Cipe.  Tra le deleghe, poi, c’è anche quella che gli permette di andare in Parlamento in rappresentanza del Governo per rispondere alle interrogazioni. La presenza di un politico impegnato a rappresentare il Governo e che secondo la Cassazione è stato eletto con i voti della camorra, è inaccettabile.

Nella sua prossima comparsata in Parlamento, Cosentino dovrebbe vedere tutti i banchi dell’opposizione vuoti. Ma non dovrebbe trovarli così, piuttosto dovrebbe assistere all’abbandono dell’aula, in massa, di tutti quei politici che non vogliono far subire all’Italia uno smacco del genere.

Un gesto auspicabile bipartisan, ma se parlando dell’opposizione siamo nell’ambito della remota possibilità, riferendoci alla maggioranza siamo in quello della fantascienza.

Simone Cruso