Doping:Mutu, niente controanalisi

FIRENZE.  Adrian Mutu non chiedera’ le controanalisi sui campioni di urina in cui e’ risultato positivo alla sibutramina, una sostanza in grado di annullare i sintomi della fame, ad un test disposto dalla commissione controllo antidoping del Coni ed effettuato il 10 gennaio al termine di Fiorentina-Bari. La gara si concluse 2-1 per i viola e il calciatore romeno realizzò un gol. In quell’occasione furono quattro i controlli mirati del Coni, due per squadra. Mutu è recidivo (nel settembre del 2004 fu squalificato 7 mesi per cocaina in Inghilterra ai tempi in cui militava nel Chelsea, club dal quale fu licenziato) e in base al codice Wada rischia una squalifica da 1 a 4 anni.

L’ufficialità della decisione la  rende nota uno dei  legali del calciatore, l’avvocato Nino D’Avirro. I legali di Mutu nomineranno dei consulenti per un summit sugli aspetti medico-scientifici della questione. Una delle possibilita’ per Mutu di schivare una squalifica pesante consisterà nel dimostrare la sua buona fede ed evitare una contestazione di recidiva dalla giustizia sportiva.

Intanto l’allenatore della Fiorentina, Prandelli intervistato afferma:”Sono deluso, preoccupato e arrabbiato. Ma sono anche sereno perche’ ci sono motivi per esserlo. Tutto questo fa parte del nostro lavoro, qualche intoppo ci può stare. Non c’e’ malafede ma Adrian ha sbagliato. Noi come Fiorentina cerchiamo sempre di tutelare i nostri giocatori: ogni cosa va segnalata al medico, anche un dentifricio”.

Questo il clima in casa Fiorentina alla vigilia della gara in programma domani sul campo del Cagliari. La dirigenza viola sta cercando di colmare la lacuna nell’organico. Alla fine del mercato invernale, pero’, mancano ormai poche ore. ”Non e’ facile trovare un sostituto all’altezza di Adrian. La societa’ ci sta provando ma il tempo a disposizione e’ poco”, dice Prandelli.

Ora toccherà a Jovetic ispirare il gioco viola, ma con la Champions che incombe, sarebbe opportuno redistribuire le energie per non trovarsi poi in difficoltà quando la posta in palio sarà troppo alta.

Emanuele Zambon