Gelmini, Polverini e gli abusi di potere

Negli innumerevoli casi di utilizzo improprio delle risorse pubbliche, casi ai quali gli italiani si stanno abituando sempre più inesorabilmente, entra di prepotenza anche il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. La novella sposa, infatti, proprio durante il suo matrimonio, ha deciso di far fare gli straordinari ai carabinieri che pattugliavano il lago di Garda.

Nel servizio di Novella 2000, oltre alle foto che ritraggono il ministro Gelmini assieme a colleghi, amici e parenti, è possibile trovare delle foto che ritraggono alcuni bambini ospiti delle nozze su una imbarcazione dei carabinieri. Le cose sarebbero andate in questo modo: a salvaguardare la privacy della Gelmini c’erano numerose forze dell’ordine tra guardie municipali e carabinieri, cosa questa già fiori dell’ordinario perchè la tutela della vita privata di un personaggio delle istituzioni non è appannagio delle forze dell’ordine. In più, alcuni di questi funzionari dello Stato hanno portato i bambini sopra citati a fare una piacevole gita del lago, inquinandone le acque con un intervento senz’altro non necessario e utilizzando carburante pagato con soldi pubblici.

Negli anni passati le forze dell’ordine e altri statali sono stati “costretti” (le virgolette sono obbligatorie perchè loro dovere sarebbe quello di rifiutare certe prestazioni) a fare di tutto. Hanno preso multe per sconfinamenti in parchi nazionali per conto di Gianfranco Fini, hanno fatto servizio taxi per Gustavo Selva, che essendo in ritardo per la puntata di Omnibus in cui doveva essere ospite, ha deciso di farsi accompagnare a sirene spiegate dagli infermieri di Palazzo Chigi.

Non si tratta di un abuso, ma certamente ha risvolti etici estremamente negativi, il comportamento della candidata alla regione Lazio Renata Polverini. Sempre in merito alla questione case, quandò acquisto l’appartamento dall’Inpdap a prezzi stracciati, il ministro Treu aveva emanato una circolare vincolante che imponeva di affittare quel tipo di appartamenti prima a poveri, handicappati e giovani coppie, ma la Polverini è riuscita a scavalcare tutti e fare l’affare.

Tornando alla Gelmini, la gita sul lago è poca cosa se si guarda al dato materiale della vicenda: pochi euro di carburante e l’allontanamento delle forze dell’ordine dai loro presidi, in una zona comunque tranquilla. Dal punto di vista dell’etica e della responsabilità il fatto è gravissimo. A un ministro, a una persona delle istituzioni, non dovrebbe passare neanche nell’anticamera del cervello di prodursi in un comportamento del genere. Si dirà, ma è solo una questione di principio? Certo, ma è prorio sui principi che vengono eletti inostri rappresentanti e sulla buona fede delle loro promesse, specialmente se al primo mandato.

Simone Cruso