I Vescovi a Berlusconi: stranieri delinquono come italiani

Monsignor Mariano Crociata, segretario della Cei

“Le nostre statistiche dimostrano che la percentuale di criminalità tra italiani e stranieri è analoga, se non identica”. Così il segretario della Cei (Conferenza episcpopale italiana), Mariano Crociata, ha commentato ieri, nel corso di una conferenza stampa convocata a Roma a conclusione di un Consiglio permanente, le parole pronunciate dal premier Silvio Berlusconi nel giorno del Cdm “speciale” riunito a Reggio Calabria. Secondo Monsignor Crociata, infatti, l’equazione tentata dal presidente del Consiglio: “stranieri=criminalità” non ha un reale fondamento. Di più, viene sbugiardata dalle statistiche.

I dati a cui il segretario dei vescovi fa riferimento sono quelli diffusi da Caritas/Migrantes e fotografano una situazione “delinquenziale” sovrapponibile tra italiani e stranieri. Più precisamente, nel 2005, il tasso di criminalità degli stranieri è stato leggermente più alto: tra il 2,14% e l’ 1,89% contro l’1,50% degli italiani, solo per la fascia di età compresa tra i 18 e i 44 anni.

Tendenza invertita, invece, se si prende in considerazione la fascia di età 45-64 anni, in cui si registra un “sorpasso” della criminalità degli italiani: 0,65% rispetto a quella degli stranieri: tra lo 0,44 e lo 0,55%. Di questo quadro ha fornito una chiara “lettura” Franco Pittau, direttore del dossier statistico di Caritas/Migrantes: “Dai 40 anni in poi – ha spiegato – essendo già avviato il processo di integrazione ed essendo forte il desiderio di inserimento proficuo, gli stranieri hanno un tasso di delinquenza più basso”.

Tornando sull’argomento, Monsignor Crociata ha quindi ribadito l’importanza dell’accoglienza, rifacendosi all’insegnamento più volte trasmesso dal Pontefice: “La considerazione di fondo – ha continuato Crociata – quando parliamo di immigrati, è quella, come ci ha ricordato il Papa, della dignità di ogni persona umana, che non può essere a priori oggetto di giudizio, quindi di pregiudizio e di discriminazione”.

Le parole pronunciate ieri dal segretario della Cei hanno suscitato reazioni diverse nei partiti. “Le statistiche sulle delinquenza e sull’immigrazione clandestina le fanno gli organi competenti di governo, non l’organismo rappresentativo dei Vescovi”: è stata la risposta stizzita dall’esponente leghista, Mario Borghezio; mentre approvazione unanime e compatta (dall’Udc all’Idv, passando per il Pd) è giunta da parte dell’opposizione che ha riscontrato nelle affermazioni di Crociata l’occasione ideale per approfondire una riflessione importante sul tema dell’integrazione e della tolleranza nel nostro Paese.

Nel corso della conferenza stampa, Crociata ha anche voluto rivolgere un pensiero ai lavoratori della Fiat che stanno vivendo in queste ore il dramma legato alla possibilità di perdere il proprio lavoro: “Dobbiamo ascoltare – ha affermato – il dolore di queste famiglie che fino ad ora hanno avuto un lavoro e adesso si trovano sulla strada. Questo richiamo, questo grido – ha ribadito Crociata – noi lo dobbiamo raccogliere e invitare a trovare le vie giuste, perché non possiamo fare le cose più facili di quanto sono”.

Maria Saporito