Inchiesta Iraq: i giornali inglesi contro Tony Blair

Non è affatto giù alla stampa inglese il modo in cui l’ex primo ministro Tony Blair si è comportato ieri durante la sua audizione alla Commissione d’inchiesta sulla guerra in Iraq. Secondo i media d’Oltre Manica, l’ex premier non avrebbe dimostrato alcuna umiltà e alcun rimorso per quanto avvenuto. Il coro delle critiche riguarda tutti i maggiori e celebri quotidiani. Secondo il Times è molto probabile che l’ex premier, rifarebbe la stessa scelta se fosse nuovamente posto nella medesima situazione. Ancora più duro il giudizio del Guardian, secondo il quale Blair avrebbe completamente “ignorato l’invito all’umiltà”, rispondendo alle domande della commissione di non provare rimorsi per la decisione di intervenire in Iraq. Sulla stessa scia l’Indipendent che parla che sottolinea come il rimorso fosse un atto dovuto dinanzi ai tanti morti causati dalla guerra.

La stampa britannica insomma sembrerebbe non aver gradito la posizione di difesa a oltranza della decisione di intervenire militarmente in Iraq. Un atteggiamento di fermezza, chiuso ad ogni possibile riconsiderazione su quanto avvenuto.

Ieri, nella sua audizione Blair, aveva utilizzato parole e concetti che sembravano riportare l’orologio del tempo al periodo precedente all’attacco all’Irak. L’ex premier infatti ha sottolineato che la destituzione di Saddam Hussein fosse necessaria sopratutto dopo gli eventi dell’11 Settembre, perchè, dopo quella data “le minacce di Saddam, quelle che finora avevamo ritenuto di poter contenere, sono state osservate da una prospettiva completamente diversa”. Un discorso che non ha tenuto minimamente in considerazione che i legami tra Irak e Al Quaida non fossero mai stati provati e che i terroristi delle torri gemelle fossero per la maggior parte sauditi e non certo irakeni. Si poteva ammettere l’errore, giustificandolo con le paure dell’epoca. Invece niente.

Sulla stessa scia la risposta di Blair a proposito del dossier pompato sulle inesistenti “armi nucleari” del regime irakeno. Aggirando la domanda, ha rivendicato la decisione presa, “vista la storia di Saddam e visto il milione di vittimeche aveva già causato”. A quale milione si sia fatto riferimento, non è lecito sapersi. Forse al milione di irakeni morti dopo l’invasione, secondo il dato della Opinion Research Business di Londra.

Enzo Lecci