La D’Addario tra due fuochi: la procura di Bari e “Il Giornale”

Il caso di Patrizia D’Addario, la donna da cui sono partite tutte le vicende “particolari” del Presidente del Consiglio è ora indagata dalla Procura di Bari. Il magistrato, nella persona di Antonio Laudati, si sarebbe convinto del fatto che la D’Addario non sia una pedina inconsapevole, rispetto alle manovre di Tarantini, ma che sia invece parte integrante di queste manovre. Alle stesse avrebbero partecipato anche vari politici e giornalisti che sarebbero anch’essi nel registro degli indagati della procura di Bari, che però ha smentito ufficialmente questa notizia.

“In merito alla notizia di stampa apparsa su Panorama relativa alla pretesa ipotesi di accordi fraudolenti miranti ad una calunniosa rappresentazione processuale, con conseguente iscrizione nel registro degli indagati di magistrati, politici giornalisti o professionisti, questa Procura smentisce che vi siano iscrizioni di reato aventi tale contenuto“.

Non di questa idea è però il settimanale, molto vicino al quotidiano di Feltri che si affretta a confermare ciò che per primo aveva pubblicato.”La direzione di Panorama ribadisce di aver svolto tutte le verifiche indispensabili prima di pubblicare l’articolo e di non aver avanzato autonomamente alcuna ipotesi limitandosi a riportare notizie raccolte a Bari. Notizie rispetto alle quali ha ricevuto autorevoli riscontri e conferme granitiche”…”Si ribadisce che magistrati, politici e giornalisti compaiono a vario titolo nell’inchiesta così come autorevolmente riferito a Panorama“.

A cornice di tutto ciò in un articolo de “il Giornale” si cerca di fare luce sugli incroci tra questi ( presunti ) indagati, la “Patrizia nazionale”, Tarantini e Berlusconi. Quest’ultimo sarebbe la vittima del complotto organizzato dai restanti personaggi, ad esclusione, forse di Tarantini.

Si chiede Gian Marco Chiocci, come siano state possibili tutte quelle fughe di notizie, e chi abbia spinto chi nell’affaire D’Addario. E’ stata lei a cercare i giornali o il contrario? Come mai andava in giro con un registratore?
Intanto la D’Addario è “scappata”  in Inghilterra per rilasciare un’intervista alla BBC precisamente  al programma  “Europe Today”, in cui sostiene che  le era stato chiesto il suo curriculum allo scopo di candidarla alle elezioni europee, “ma il giorno seguente la sua segretaria mi ha chiamato dicendomi che proprio in quel momento Tarantini era con il premier. E mi ha spiegato  che c’era stato un problema con la moglie di Berlusconi”.  …”Non puoi essere più candidata, Veronica Lario è arrabbiata, quindi si rimanda tutta questa cosa del Parlamento europeo e delle attrici e starlet” e da quì forse spunterebbe il filone “veline al parlamento” che tanto ha fatto discutere l’anno scorso. Il discorso è riferito al  fatto che la candidatura alle elezioni europee avrebbe dovuto, o potuto, essere un pagamento per le  eventuali “prestazioni particolari”  fortnite  a Palazzo Grazioli dalla escort.
Il quadro è decisamente complesso; da una parte la stampa vicina al Presidente del Consiglio porta avanti la teoria del complotto, una sorta di “macchina della morte” organizzata dalla stampa avversaria, da alcuni magistrati definibili anch’essi come “toghe rosse” e da politici interessati, ovviamente a far cadere il governo; tutto questo, “manovrando” la D’Addario, che  secondo la transessuale Manila Gorio, coinvolta nel Bari gate e molto amica di Patrizia, si stava anch’essa organizzando da mesi per fare il botto che ha fatto. La stessa Gorio,in una vecchia intervista, la definisce come “disposta a tutto” pur di diventare famosa.
 
Dall’altra parte, pur dall’Inghilterra, la escort che ha rischiato di far cadere il governo con le sue dichiarazioni ribadisce ciò che ha detto fino ad ora, vale a dire che tutto era gestito da Tarantini e che la candidatura alle elezioni europee non era una bufala; come si evince dalle sue stesse parole sarebbe stata solo colpa ( o merito) della ex moglie di Berlusconi, il fatto che tale candidatura non sia andata a buon fine. “Dal” parlamento europeo la escort avrebbe potuto completare il progetto di costruzione di un residence su terreni di famiglia, e proprio questo  farebbe intendere l’offerta del seggio da parte di Berlusconi, se c’è stata, come  un pagamento per le prestazioni fornite. 
Una vicenda degna dei migliori film di 007.
 
A.S.