L’orsacchiotto Knut: commosse l’Europa, è un “tenerone” anche da grande

Nel 2006 un cucciolo di orso polare fu abbandonato dalla madre; per la precisione i cuccioli furono due, uno dei quali morì. L’altro fu adottato dallo Zoo di Berlino dove entrambi nacquero  e venne chiamato Knut, il primo orso polare nato in cattività da 30 anni a questa parte.  Come papà ebbe un umano Thomas Doerflein; purtroppo il verbo “ebbe” non è usato a caso. Lo stesso Doerflein è morto improvvisamente nel 2008 a soli 44 anni.

L’uomo si curò dell’orsacchiotto abbandonato fin dai primi giorni e con lui stabilì un rapporto realmente paterno. Dal canto su Knut si comportava come un vero figlio, ciò che gli piaceva di più era infatti giocare con Thomas ed essere coccolato. Ora che è cresciuto la situazione non è molto diversa, resta infatti, come spirito giocherellone, quello di sempre, con l’unica differenza che ora è diventato un vero bestione e che quindi se ti “dà la zampa” c’è effettivamente da stare molto attenti perchè potrebbe tranquillamente buttare a terra un essere umano senza nessuno sforzo e per giunta del tutto involontariamente.

Il rapposto instauratosi con Doerflein prima che lo stesso morisse fu anche una delle maggiori attrazioni dello zoo di Berlino. Migliaia di visitatori affluirono nella capitale tedesca per vedere le “evouzioni” dei due, divenuti dei veri e propri personaggi. Morto il papà, i visitatori calarono, ma l’amore per ” la bestiolina” da  parte dei fan e delle persone facenti parte della  struttura berlinese rimase invariato.

Lo zoo dopo aver intentato una causa con quello di Neumenster pagò ben 430 000 euro per risolvere la questione e “tenersi” Knut. Questa operazione permise ai gestori di depositare un marchio omonimo con il quale effettuano tutt’ora attività di vendita  di vari gadget raffiguranti l’orsacchiotto più famoso d’Europa.

L’orso polare, ormai adulto non ha perso la sua voglia di giocare ed ora condivide il recinto con altre due orse; per un periodo, l’anno scorso, una di queste è stata Gianna, un’orsa polare della stessa età, arrivata da Monaco e nata a Pistoia,chiamata così in onore di Gianna Nannini, la più grande rocker italiana da decenni e molto famosa anche all’estero. Gianna (l’orsa), arrivata nel recinto di Knut e si presentò  mollandogli  una sberla; lui poverino,  che una mattina se l’era trovata nello stesso recinto,ci rimasemale. Avvicinandosi incuriosito dalla nuova presenza  infatti come risposta ricevette  una zampata in faccia. Knut, sei proprio un orso, non lo sai che le donne vanno sempre corteggiate?  Dopo il “gelo” iniziale  i due  sembravano diventati  grandi amici, purtroppo però Gianna alla fine dell’anno scoso è dovuta tornare allo zoo di Monaco, non si conoscono i motivi del trasferimento. Knut comuque, continua a mostrarsi al pubblico come un cucciolone ( che per la cronaca  pesa più di un quintale) con un’infinita voglia di giocare e forse anche farsi ammirare. Questo alla faccia di chi pensa che gli animali grossi sono sempre pericolosi. E’ solo invece una pura questione di “educazione”, e gli educatori, solitamente siamo noi umani, a buon intenditor..

A.S.